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Seconda Giornata Nazionale del Charter
Roma 14 dicembre 2005
gli interventi
Michele Costabile - editore Yachts.it
La certificazione di qualità nel charter:
una esigenza primaria che diventa realtà

Qualcuno mi ha chiesto perché far nascere un Marchio di Qualità per il Turismo Nautico in Italia. La risposta non è facile darla a chi non la può sentire, ma oggi siamo avvantaggiati: il fatto è che la maggior parte di coloro che si trovano qui oggi sono stati proprio costretti a venire.
Siamo gente normale, ma un pò più rara del comune, ci piace fare le cose e farle insieme, ci piace partecipare a costruirle ma sopratutto ci piace farle bene. Proprio bene. Per molti di noi il lavoro è nato da una passione, le scelte che sono venute in seguito sono state una semplice conseguenza. Siamo gente particolare... fortunata, siamo gente... di mare.
Ho letto nell'ufficio di qualcuno di voi una frase di Luigi Einaudi, sono poi andato a cercarla su internet e l'ho trovata, consentitemi di leggerla ora:

…migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi–.

Fare bene il nostro lavoro, esserne soddisfatti rappresenta spesso per noi il miglior premio. Ma questo, nel mercato globale, da solo non basta. Occorre anche che il mercato se ne accorga, serve che la clientela ci premi un po' di più ogni tanto, perché le barche costano e le stagioni sono brevi; perché talvolta ci può sembrare che altri meno bravi di noi abbiano maggior successo; perché l'auto–compiacimento non ci interessa.
Quel che conta è che anche gli altri sappiano come lavoriamo: i colleghi, i fornitori e sopratutto i clienti! Ecco cosa serviva (cominciai a parlarne quasi cinque anni fa) un riconoscimento ufficiale, vero legittimo e tangibile che potesse far dire a tutti – Questo qui lavora proprio bene! È una persona affidabile, ha buone barche e sa muoversi nel suo campo –
Occorreva un riconoscimento che fosse al contempo un protocollo di qualità garantita, dedicato al charter e nato per comprenderne l'essenza e le sfumature, una “griffe”, un blasone… un Marchio che potesse da un lato testimoniare una verità e dall'altro dichiarare “Fidatevi! Vi garantisco che resterete soddisfatti!”.
Io già conoscevo molti di voi ma non potevo certo prendermi la libertà e la briga di stare a dire certe cose, mettermi a distinguere quelli tra voi più bravi. Non potevo inventarmi un albo d'oro delle offerte di charter e sperare che la gente si fidasse della mia sola parola.
Occorreva qualcosa al di sopra delle parti, in fondo io le vostre barche le vendo... non stava a me iniziare una storia del genere.
Ne parlai all'AINUD e cominciammo a discuterne insieme, la cosa piacque ed andò avanti un progetto. Appena due anni orsono, sulla carta, ebbi l'incarico di seguire lo sviluppo di una certificazione di qualità ma occorreva un grande investimento per far mascere da zero una struttura di certificazione seria e credibile. Questi soldi non c'erano, ma c'era la volontà e la speranza di trovare un aiuto.
Il 25 novembre dello scorso anno eravamo ospiti della Camera dei Deputati per la Prima Giornata Nazionale del Charter, a me toccava parlare del Marchio di Qualità, ero pieno di voglia di fare e alla fine del mio intervento lessi a mio rischio e pericolo queste parole (rileggo testualmente) – Ho personalmente chiesto al presidente di Federnautica professor Claudio Mazza di adoperarsi per la ricerca di un aiuto finanziario per l'impresa… ho grande fiducia nelle sue capacità e desidero ringraziarlo in anticipo per tutto l'appoggio che saprà darci nella certezza che ci deluderà.–
Quel giorno ho incassato il vostro applauso amichevole ma al contempo dentro di me ho iniziato a sperare di non aver esagerato con le speranze.
Oggi per fortuna non sono costretto a chiedervi scusa posso invece dirvi È fatta! E colgo al volo l'occasione per ringraziare Claudio Mazza con un doveroso riconoscimento: caro professore, Lei ha mantenuto le sue promesse adesso sta a noi lavorare perché il lavoro divenga fruttuoso.
Grazie a Claudio Mazza (ed al presidente Barabino e all'instancabile Alessandro Marcelli) oggi abbiamo al nostro fianco l'ISNART che ci appoggia con tutta l'esperienza acquisita negli anni ed un vero Marchio di Qualità e sopratutto io... non devo chiedervi scusa!

Con il Marchio giunto quasi a compimento oggi ci troviamo in una posizione di grande privilegio: siamo i primi in Europa ad averne affrontato la realizzazione, lo abbiamo scritto nel migliore e più impegnativo dei modi e tra poco saremo in grado di sottoporlo alle associazioni dei consumatori e quindi al mercato nazionale e internazionale. Una bella soddisfazione!
Ma il lavoro non è ancora terminato. Alcuni punti sono ancora sul tavolo ed attendono l'espressione di una vostra volontà per delinearne fino in fondo le mire e le direttive. Fino a dove vogliamo spingerci?
Quanto conta davvero per noi l'eccellenza del prodotto che proponiamo e sopratutto: contro quale concorrenza dobbiamo batterci? Quale livello di approssimazione desideriamo sconfiggere davvero?
Chi otterrà la certificazione di qualità sarà davvero premiato, non avrà solo il diritto di fregiarsi dell'insegna. Il suo logo viaggerà in Europa a fianco a quello di altri ottimi operatori del turismo italiano e per i migliori tra gli ottimi ci saranno premi e pagine promozionali, articoli e interviste. Il nostro Marchio nasce per essere una cosa concreta e tangibile.
Ma dicevamo, fino a che punto vorremo spingerci?
Il Marchio di Qualità del Turismo Nautico è dedicato a tutti gli operatori del charter: Società di Locazione, Noleggiatori, Mediatori. E presto si estenderà ad altre categorie del settore turistico-nautico. Per tutti l'intento principale è di premiare la trasparenza, la puntualità e la qualità dell'offerta.
Un rigido protocollo ne definisce i requisiti fondamentali, un'altro ne stabilisce il valore in una scala di punteggi. Un terzo protocollo indica le misure per il mantenimento, le sanzioni per mancata osservazione, il "customer satisfaction"...

Ma non è questa la sede per spingerci troppo nei dettagli.
Il nuovo Codice del Diporto e forse ancor di più la definizione dei nuovi Titoli Professionali del Diporto ci spingono oggi ad alcune scelte difficili. Le nuove leggi hanno reso tutto più difficile, ci sfidano ad un rilancio globale. Non è la difficoltà che ci spaventa, né il lavoro, ciò che dobbiamo indagare è quanto siamo disposti a rilanciare per conquistare il mercato che ci si apre davanti.
Dobbiamo ad esempio chiederci se per noi è davvero trasparente offrire un contratto di “locazione con skipper”. Questo è solo un esempio, ma serve per comprendere come all'interno del Marchio debbano convivere tutte le anime del charter nautico: locatori, noleggiatori, equipaggi: la legge lo consente, ma noi potremmo levarci il gusto di andare più a fondo della legge e superarla con un nostro codice di comportamento... non so... ci piace l'idea? dobbiamo parlarne...

Alcuni noleggiatori vedono nella scappatoia della “locazione con skipper” la possibilità di sfuggire dalla difficile e dispendiosa registrazione a libretto dell'equipaggio, ma questo ovviamente non fa piacere agli equipaggi, che hanno necessità di marcare navigazione, e alle società armatrici di barche in locazione esposte comunque alla concorrenza di quei noleggiatori disponibili a dara la propria barca in bareboat all'occorrenza... Ricordiamoci anche che una volta iscritto un equipaggio a libretto la barca non è più in grado di fare locazione. Se un operatore fa questa scelta deve essere certo di non rimetterci e basta, un premio deve pur chiederlo!
Ovviamente anche alcuni locatori vedono nella “locazione con skipper” la possibilità arrotondare i guadagni fornendo equipaggi, più o meno improvvisati ai clienti che chiedono loro offerte di noleggio. Tuttavia ciò li espone a maggiori responsabilità verso il cliente cui viene rigirata la responsabilità del rapporto contrattuale con lo skipper in aggiunta alla responsabilità verso la barca. Anche in questo caso poi la scelta non è ben vista tanto dai noleggiatori quanto dagli equipaggi stessi cui continua a mancare un mercato del noleggio su cui esercitare professionalmente.
Agli equipaggi farebbe piacere avere flotte da noleggio ben chiare e definite su cui poter lavorare per costruire il proprio futuro di marittimi del diporto.
Forse anche ai clienti farebbe piacere sapere che alcune barche sono in noleggio (e NON intendo solo le più grandi, c'è bisogno di noleggi in tutte le metrature perché il charter si diffonde sempre più anche verso un pubblico inesperto di nautica) e che   su queste barche troverà equipaggi professionali e titolati. Ad un'altra clientela vanno ovviamente offerte barche in locazione ed anche qui esiste una specializzazione: una barca da bareboat nella mente di ogni cliente ha precise caratteristiche, nasce e vive solo per questo...
Troppo chiaro, troppo semplice e troppo lineare.
La legge, che pure prevede tante difficoltà non prevede chiarezza né trasparenza in questo caso.
Il Marchio di Qualità dovrà premiare alcuni, i migliori tra gli operatori, testimoniando che agiscono nella migliore professionalità e con standard eccellenti di trasparenza e onestà.
Per noi potrebbe essere già sufficiente definire ottimi coloro che rispettano la legge.
Ma faremmo un torto a non ammettere una congrua supremazia dei locatori che fanno solo locazione e dei noleggiatori che fanno davvero noleggio!
Faremmo un torto anche agli equipaggi, presenti e futuri, se non cominciassimo a prevedere fin da oggi che tanti ragazzi che iniziano adesso dovranno pur formarsi su qualche barca.
Se un operatore facesse oggi autonomamente queste scelte il Marchio di Qualità per il Turismo Nautico dovrebbe premiarlo, nell'interesse di tutte le anime dell'Associazione, nell'interesse del mercato, nell'interesse della marineria.
Ma come sempre e per fortuna, non sta a me imporlo.
Venite a parlarne insieme agli altri, venite a lavorare e costruiamolo insieme questo charter italiano sempre migliore e sempre più vincente.
Ho concluso, grazie.


Indice degli interventi pubblicati

Antonio Barabino presidente AINUD
Giovanni Cocco Direttore Generale ISNART
Marzia Nostini vicepresidente AINUD
Sante Quaglieri consigliere AINUD
Luciano Panizzut Tesoriere A.Ma.Di.
Michele Costabile editore Yachts.it

Ferruccio Fronzoni operatore charter
Amedeo Sorrentino navigatore
Menico Piccininni operatore charter

I commento possono essere inviati in redazione: info@yachts.it
 
   
 


 
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