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Titoli professionali e Scuole di Vela
domande ed opinioni


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La domanda

16 gennaio 2006

Carissimo Michele,
io opero come skipper e come istruttore di vela, anche di altura per conto di un'Associazione sportiva legata alla UISP.
Vorrei sapere a che regime normativo sono sottoposti gli operatori che operano in un contesto di questo tipo: dobbiamo ottenere in ogni caso i titoli professionali richiesti dalla recente normativa, o possiamo continuare con i nostri vecchi titoli?
Io ad esempio ho il titolo di conduttore, ho un attestato di partecipazione ad una giornata sulla sicurezza in mare e un corso di antincendio di primo livello.
Cosa possiamo fare?
Perchè lo stato non si occupa di tenere dei corsi appositi invece di lasciare tutto in mano a dei privati? A me questa legge pare che legalizzi un sistema estorsivo ai danni di quanti hanno sempre fatto tutto cercando di seguire le regole, ma che non hanno i soldi per permettersi di "comprare" gli attestati, dato che non credo ad esempio, che una persona possa sviluppare in una settimana (durata media dei corsi proposti anche sul tuo sito) o poco più gli skills necessari per la sicurezza in mare.

Cordiali saluti
Michele Rizzini
ideofus@yahoo.it

cell. +39.328.94.96.546


Risponde Luciano Panizzut, AMADI

Egr. Sig. Rizzini,
In risposta alla Sua mail, al di là degli aspetti più puramente polemici, nei quali non vorrei addentrarmi, quello che posso dirLe è che:

  1. non è obbligatorio convertire il titolo di "Conduttore"; nelle "Disposizioni Transitorie" è precisato che detto titolo mantiene validità. Va però ricordato che tale validità è limitata alle acque nazionali, in quanto quello di "Conduttore" non è un certificato IMO per cui non viene riconosciuto internazionalmente.
  2. E’ necessario convertirlo nel Certificato di "Ufficiale di navigazione" nel caso si intenda procedere nella carriera o se si intenda navigare in acque diverse da quella italiane.
  3. Gli attestati di cui mi parla non sono validi al fine delle certificazioni di cui sopra. Per queste bisogna rivolgersi ai centri autorizzati, l’elenco dei quali può trovarlo sul sito Yachts.it.

    Cordiali saluti
    AMADI
    Com.te Luciano Panizzutt
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Replica di Michele Rizzini

Devo dire che il dott Panizzutt è stato cortese e veloce nella risposta anche se si evidenzia la follia e la limitatezza intellettuale del legislatore che, a parer mio, non deve mai aver messo piede su una barca. Come si fa a dire che coi titoli italiani si può navigare solo in italia?
Vuol dire che devo rimanere entro le acque nazionali? Ovvero non posso allontanarmi dalle fatidiche 12 miglia dalla costa?
Faccio un esempio assurdo: se per ventura dovessi trovarmi a fare la barcolana su una barca noleggiata di cui sono skipper non potrei perchè una delle boe spesso è situata vicino al limite delle acque Slovene e, visto l'affollamento di barche, spesso si sconfina anche di poco. Sarei quindi costretto a saltare la boa per restare nelle norme?
Se poi dovessi fare una crociera scuola nell'arcipelago toscano? Non potrei avvicinarmi alla Corsica perchè il mio titolo non avrebbe più validità.
E potrei andare avanti a citare esempi.
In mare ho imparato che non esistono confini,che la barca a vela è uno degli strumenti di libertà più potenti che esistano,perchè ti permette di andare dove vuoi,sempre tenendo conto delle tue capacità e dei limiti oggettivi imposti dal mare stesso e dalla barca.Allora dov'è tutta questa libertà?
E' chiaro che se usassi la barca solo per il mio diletto questi problemi non ce li avrei, perchè non dovrei registrare la barca per l'utilizzo "commerciale".
Ma visto e considerato che non mi chiamo Aristotele Onassis e nemmeno Massimo D'Alema, sono costretto a prestare la mia opera su barche di altri, o noleggiandola o a ingaggio per le varie società di charter che, va detto, non investono per la formazione del personale, lasciando alla volontà ed al portafoglio degli operatori della nautica l'onere di mettersi in regola.
E' vero d'altra parte che è necessario uno sforzo normativo oltre che culturale per mettere ordine nella giungla di improvvisatori che girano per il mare, ma questa legge, a parer mio, è un esempio lampante di come la pezza possa esser peggio del buco.
Si rischia di ottenere l'effetto contrario a quello voluto, allontanando le persone dalla nautica e dalla possibilità di far crescere delle figure professionali in questo ambito produttivo che potrebbe diventare un settore di eccellenza nel contesto economico italiano.

Un saluto
Michele Rizzini
ideofus@yahoo.it

cell. +39.328.94.96.546

 


  Professione
  1. Linee guida per i marittimi del Diporto
    • Vademecum e consigli per i nuovi titoli a cura del Comandante Martucci (aprile 2006)
  2. Titolo di Conduttore: valido all'estero
    • Circolare del Ministero, 4 aprile 2006
  3. Un primo risultato per i marittimi
    • ammissione con riserva all'esame UD per chi non ha i corsi in regola
  4. Istanza AMADI e Yachts.it sulla Circolare 8.02.06
  5. Nuova circolare sui titoli professionali - 8.02.06
    • Nella nuova circolare ritornerebbe l'obbligo di avere almeno 9 mesi a libretto per poter superare il corso MAMS! Speriamo non sia vero.
  6. Circolare applicativa per i nuovi titoli - 4.11.05
    • Applicazione del DM 10 maggio 2005 n. 121
    • Libretto Allievi Ufficiali di Navigazione del diporto
    • Libretto Allievi Ufficiali di Macchina del diporto
    • Norme di compilazione certificati di abilitazione
  7. I nuovi titoli per la Nautica da Diporto
    • Decreto Legislativo 10 maggio 2005, n.121
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