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DECRETO Legislativo 18 luglio 2005, n.171
Codice della Nautica da Diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE
(GU n. 202 del 31-8-2005 - Suppl. Ordinario n.148)


Indice  Indice
Il Nuovo Codice Unico della Navigazione
pagina 1/5 dall'art. 1 all'art. 14
L'elenco degli articoli successivi è a fondo pagina

Titolo I
Regime della Navigazione da Diporto
Capo I
Disposizioni Generali

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, recante «Disposizioni per
l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia
alle Comunita' europee. Legge comunitaria 2003», ed in particolare l'articolo 1 e l'allegato B;
Vista la direttiva 2003/44/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 giugno 2003, che modifica la direttiva 94/25/CE sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed
amministrative degli Stati membri riguardanti le imbarcazioni da
diporto;
Vista la legge 11 febbraio 1971, n. 50, e successive modificazioni,
recante norme sulla navigazione da diporto;
Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 436, recante
attuazione della direttiva 94/25/CE in materia di progettazione,
costruzione e immissione in commercio di unita' da diporto;
Visto il decreto legislativo 11 giugno 1997, n. 205, recante
disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 436;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1997, n.
431, recante regolamento sulla disciplina delle patenti nautiche;
Vista la legge 8 luglio 2003, n. 172, e successive modificazioni,
recante disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica, ed
in particolare l'articolo 6, recante delega al Governo per
l'emanazione del codice delle disposizioni legislative sulla nautica
da diporto;
Viste le preliminari deliberazioni del Consiglio dei Ministri,
adottate nelle riunioni del 15 ottobre 2004 e del 20 maggio 2005;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nella
seduta del 3 marzo 2005;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 1° luglio 2005;
Sulla proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e
del Ministro delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri
degli affari esteri, dell'economia e delle finanze, della salute,
delle comunicazioni, per la funzione pubblica, della giustizia,
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e delle attivita'
produttive;

Emana il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Finalita' e ambito di applicazione

  1. Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano alla navigazione da diporto.
  2. Ai fini del presente codice si intende per navigazione da diporto quella effettuata in acque marittime ed interne a scopi sportivi o ricreativi e senza fine di lucro.
  3. Per quanto non previsto dal presente codice, in materia di navigazione da diporto si applicano le leggi, i regolamenti e gli usi di riferimento ovvero, in mancanza, le disposizioni del codice della navigazione, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, e le relative norme attuative. Ai fini dell'applicazione delle norme del codice della navigazione, le imbarcazioni da diporto sono equiparate alle navi ed ai galleggianti di stazza lorda non superiore alle dieci tonnellate, se a propulsione meccanica, ed alle venticinque tonnellate, in ogni altro caso, anche se l'imbarcazione supera detta stazza, fino al limite di ventiquattro metri.

Art. 2.
Uso commerciale delle unita' da diporto

  1. L'unita' da diporto e' utilizzata a fini commerciali quando:

    a) e' oggetto di contratti di locazione e di noleggio;
    b) e' utilizzata per l'insegnamento professionale della
    navigazione da diporto;
    c) e' utilizzata da centri di immersione e di addestramento
    subacqueo come unita' di appoggio per i praticanti
    immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo.
  2. L'utilizzazione a fini commerciali delle imbarcazioni e navi da diporto e' annotata nei relativi registri di iscrizione, con l'indicazione delle attivita' svolte e dei proprietari o armatori delle unita', imprese individuali o societa', esercenti le suddette attivita' commerciali e degli estremi della loro iscrizione, nel registro delle imprese della competente camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura. Gli estremi dell'annotazione sono riportati sulla licenza di navigazione.
  3. Qualora le attivita' di cui al comma 1 siano svolte con unita' da diporto battenti bandiera di uno dei Paesi dell'Unione europea, l'esercente presenta all'autorita' marittima o della navigazione interna con giurisdizione sul luogo in cui l'unita' abitualmente staziona una dichiarazione contenente le caratteristiche dell'unita', il titolo che attribuisce la disponibilita' della stessa, nonche' gli estremi della polizza assicurativa a garanzia delle persone imbarcate e di responsabilita' civile verso terzi e della certificazione di sicurezza in possesso. Copia della dichiarazione, timbrata e vistata dalla predetta autorita', deve essere mantenuta a bordo.
  4. Le unita' da diporto di cui al comma 1, lettera a), possono essere utilizzate esclusivamente per le attivita' a cui sono adibite.

Art. 3.
Unita' da diporto

  1. Le costruzioni destinate alla navigazione da diporto sono
    denominate:

    a) unita' da diporto:
    si intende ogni costruzione di qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione destinata alla navigazione da diporto;
    b) nave da diporto:
    si intende ogni unita' con scafo di lunghezza superiore a ventiquattro metri, misurata secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto;
    c) imbarcazione da diporto:
    si intende ogni unita' con scafo di lunghezza superiore a dieci metri e fino a ventiquattro metri, misurata secondo le norme armonizzate di cui alla lettera b);
    d) natante da diporto:
    si intende ogni unita' da diporto a remi, o con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri, misurata secondo le norme armonizzate di cui alla lettera b).
Capo II
Progettazione, costruzione e immissione in commercio di unita' da diporto

Art. 4.
Ambito di applicazione
  1. Le disposizioni del presente capo si applicano:

    a) per quanto riguarda la progettazione e la costruzione, a:
    • 1) unita' da diporto, anche parzialmente completate, con scafo di lunghezza compresa tra duevirgolacinque e ventiquattro metri;
    • 2) moto d'acqua, come definite dall'articolo 5;
    • 3) componenti di cui all'allegato I, quando sono immessi sul mercato comunitario separatamente e sono destinati ad essere installati;
    b) per quanto riguarda le emissioni di gas di scarico, a:
    • 1) motori di propulsione che sono installati o specificamente destinati ad essere installati su o in unita' da diporto e moto d'acqua;
    • 2) motori di propulsione installati su o in tali unita' oggetto di una modifica rilevante del motore;
    c) per quanto riguarda le emissioni acustiche, a:
    • 1) unita' da diporto con motore di propulsione entrobordo o entrobordo con comando a poppa senza scarico integrato;
    • 2) unita' da diporto con motore di propulsione entrobordo o entrobordo con comando a poppa senza scarico integrato oggetto di una trasformazione rilevante dell'unita' e successivamente immesse sul mercato comunitario entro i cinque anni successivi alla
      trasformazione;
    • 3) moto d'acqua;
    • 4) motori fuoribordo e entrobordo con comando a poppa con scarico integrato destinati ad essere installati su unita' da diporto.
  2. Le disposizioni del presente capo non si applicano a:

    a) per quanto riguarda il comma 1, lettera a):
    • 1) unita' destinate unicamente alle regate, comprese le unita' a remi e le unita' per l'addestramento al canottaggio, e identificate in tal senso dal costruttore;
    • 2) canoe e kayak, gondole e pedalo';
    • 3) tavole a vela;
    • 4) tavole da surf, comprese le tavole a motore;
    • 5) originali e singole riproduzioni di unita' storiche,
      progettate prima dell'anno 1950, ricostruite principalmente con i materiali originali e identificate in tale senso dal costruttore;
    • 6) unita' sperimentali, sempre che non vi sia una successiva immissione sul mercato comunitario;
    • 7) unita' realizzate per uso personale, sempre che non vi sia una successiva immissione sul mercato comunitario durante un periodo di cinque anni;
    • 8) unita' specificamente destinate ad essere dotate di
      equipaggio ed a trasportare passeggeri a fini commerciali, salvo le unita' da diporto utilizzate per noleggio o per l'insegnamento della navigazione da diporto, in particolare quelle definite nella direttiva 82/714/CEE del Consiglio, del 4 ottobre 1982, che fissa i requisiti tecnici per le navi della navigazione interna,
      indipendentemente dal numero di passeggeri;
    • 9) sommergibili;
    • 10) veicoli a cuscino d'aria;
    • 11) aliscafi;
    • 12) unita' a vapore a combustione esterna, alimentate a carbone, coke, legna, petrolio o gas;

    b) per quanto riguarda il comma 1, lettera b):
    • 1) motori di propulsione installati, o specificamente destinati ad essere installati, su: unita' destinate unicamente alle regate e identificate in tale senso dal costruttore, unita' sperimentali, sempre che non vi sia una successiva immissione sul mercato comunitario, unita' specificamente destinate ad essere dotate di
      equipaggio e a trasportare passeggeri a fini commerciali, salvo le unita' da diporto utilizzate per noleggio o per l'insegnamento della navigazione da diporto, in particolare quelle definite nella citata
      direttiva 82/714/CEE, indipendentemente dal numero di passeggeri, sommergibili, veicoli a cuscino d'aria e aliscafi;
    • 2) originali e singole riproduzioni di motori di propulsione storici, basati su un progetto anteriore all'anno 1950, non prodotti in serie e montati sulle unita' di cui al comma 2, lettera a), numeri 5) e 7);
    • 3) motori di propulsione costruiti per uso personale, sempre che non vi sia una successiva immissione sul mercato comunitario durante un periodo di cinque anni;
    • c) per quanto riguarda il comma 1, lettera c), a tutte le unita' di cui alla lettera b) del presente comma, le unita' costruite per uso personale, sempre che non vi sia una successiva immissione sul mercato comunitario durante un periodo di cinque anni.
  3. Le disposizioni del presente capo si applicano alle moto d'acqua e alle emissioni di gas di scarico ed acustiche di cui al comma 1, a decorrere dalla prima immissione sul mercato o messa in servizio successiva alla data di entrata in vigore del presente codice.
  4. Le disposizioni del presente capo si applicano anche alle unita'diporto utilizzate per noleggio, locazione, insegnamento della navigazione da diporto o come unita' appoggio per le immersioni subacquee, purche' immesse sul mercato per finalita' di diporto.

Art. 5.
Definizioni

  1. Ai fini del presente capo, si intende per:

    a) unita' da diporto parzialmente completata:
    una unita' costituita dallo scafo e da uno o piu' altri componenti;

    b) moto d'acqua:
    un natante da diporto di lunghezza inferiore a quattro metri, che utilizza un motore a combustione interna con una pompa a getto d'acqua come fonte primaria di propulsione e destinato ad essere azionato da una o piu' persone non collocate al suo interno;

    c) motore di propulsione:
    qualsiasi motore a combustione interna, ad accensione a scintilla o per compressione, utilizzato a fini di propulsione, compresi i motori a due tempi e a quattro tempi entrobordo, i motori entrobordo con comando a poppa con o senza
    scarico integrato e i motori fuoribordo;

    d) modifica rilevante del motore:
    la modifica di un motore:
    • 1) che possa aver per effetto il superamento dei limiti di emissione del motore stabiliti nell'allegato II, paragrafo B; le sostituzioni ordinarie di componenti del motore che non alterano le caratteristiche di emissione non sono considerate una modifica rilevante del motore;
    • 2) che determina un aumento superiore al quindici per cento della potenza nominale del motore;

    e) trasformazione rilevante dell'unita':
    la trasformazione di un'unita' che:
    • 1) modifica il mezzo di propulsione dell'unita';
    • 2) comporta una modifica rilevante del motore;
    • 3) altera l'unita' in misura tale che essa possa considerarsi una diversa unita';

    f) mezzo di propulsione:
    il meccanismo mediante il quale l'unita' e' mossa in particolare eliche o sistemi di propulsione meccanica a getto d'acqua;

    g) famiglia di motori:
    il raggruppamento, effettuato dal costruttore, di motori che, per la loro progettazione, presentano caratteristiche di emissione di gas di scarico simili e che sono conformi ai requisiti relativi alle emissioni di gas di scarico stabiliti dal presente capo;

    h) costruttore:
    persona fisica o giuridica che progetta e costruisce un prodotto cui si applica il presente capo o che fa progettare o costruire tale prodotto con l'intenzione di immetterlo sul mercato per proprio conto;

    i) mandatario:
    persona fisica o giuridica stabilita nel territorio dell'Unione europea, destinatario di un mandato scritto del costruttore di agire a suo nome per quanto riguarda gli obblighi impostigli dal presente capo.

Art. 6.
Requisiti essenziali di sicurezza

  1. I prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, devono essere conformi ai requisiti essenziali in materia di sicurezza, salute, protezione dell'ambiente e dei consumatori indicati nell'allegato II.
  2. I motori entrobordo e i fuoribordo a doppia alimentazione, a benzina ed a gas di petrolio liquido, devono essere conformi ai requisiti stabiliti, in aderenza alla normativa comunitaria, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
  3. La marcatura CE di cui all'articolo 8 attesta la conformita' dei prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, ai requisiti indicati al comma 1, salvo quanto previsto dall'articolo 12.
  4. I prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, si presumono conformi ai requisiti indicati dal comma 1 qualora soddisfino le pertinenti norme nazionali adottate in applicazione delle norme armonizzate pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.

Art. 7.
Immissione in commercio e messa in servizio

  1. Possono essere immessi in commercio e messi in servizio per uso conforme alla loro destinazione i prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, che soddisfano i requisiti di sicurezza indicati all'articolo 6 e che recano la marcatura CE di cui all'articolo 8.
  2. Possono, inoltre, essere immessi in commercio e messi in uso i motori entrobordo e fuoribordo quattro tempi a doppia alimentazione, a benzina ed a gas di petrolio liquido, derivati da motori aventi le specifiche CE.
  3. Possono essere immesse in commercio le unita' da diporto parzialmente completate che soddisfino i requisiti indicati all'articolo 6, destinate, per la dichiarazione del costruttore o del suo mandatario stabilito nell'Unione europea o della persona responsabile dell'immissione sul mercato, ad essere completate da altri.
  4. La dichiarazione di cui al comma 3 contiene i seguenti elementi:

    a) nome e indirizzo del costruttore;

    b) nome e indirizzo del mandatario del costruttore stabilito nel territorio comunitario o della persona responsabile dell'immissione sul mercato;

    c) descrizione dell'unita' da diporto parzialmente completata;

    d) dichiarazione attestante che l'unita' da diporto e' destinata ad essere completata da altri e che essa e' conforme ai requisiti essenziali previsti, in questa fase di costruzione, dall'allegato II.
  5. Possono essere immessi in commercio e messi in servizio i
    componenti di cui all'articolo 4, comma 1, recanti la marcatura CE di cui all'articolo 8, accompagnati da una dichiarazione di conformita', di cui all'allegato VIII, che sono destinati ad essere incorporati nelle unita' da diporto, conformemente alla dichiarazione del costruttore o del suo mandatario nel territorio comunitario, ovvero, in caso di importazione da un Paese terzo, di colui che immette i componenti sul mercato comunitario.
  6. La dichiarazione di cui al comma 5 contiene i seguenti elementi:

    a) nome e indirizzo del costruttore;

    b) nome e indirizzo del mandatario del costruttore stabilito nel territorio comunitario o della persona responsabile dell'immissione sul mercato;

    c) descrizione dei componenti;

    d) dichiarazione attestante che i componenti sono conformi ai pertinenti requisiti essenziali di cui all'allegato II.

  7. Possono essere immessi in commercio o messi in servizio i motori di propulsione entrobordo e entrobordo con comando a poppa senza scarico integrato, i motori omologati a norma del provvedimento di recepimento della direttiva 97/68/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1997, conformi alla fase II di cui al punto 4.2.3 dell'allegato I della medesima, nonche' i motori omologati a norma della direttiva 88/77/CE, del Consiglio, del 3 dicembre 1987, se il costruttore o il suo mandatario stabilito nell'Unione europea dichiara, ai sensi dell'allegato VIII, punto 3, che il motore soddisfa i requisiti relativi alle emissioni di gas di scarico stabiliti dal presente capo, quando sia installato in un'unita' da diporto o in una moto d'acqua secondo le istruzioni fornite dal costruttore.
  8. In occasione di fiere, mostre e dimostrazioni, possono essere presentati i prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, anche se non conformi alle disposizioni del presente capo, purche' sia indicato espressamente e in modo visibile che detti prodotti non possono essere immessi in commercio o messi in servizio finche' non siano resi conformi.

Art. 8.
Marcatura CE di conformita'

  1. Quando sono immessi sul mercato, i seguenti prodotti devono recare la marcatura CE di conformita' apposta da un organismo di uno Stato membro dell'Unione europea, secondo le modalita' di cui all'allegato III;

    a) unita' da diporto, moto d'acqua e componenti di cui all'allegato I, considerati conformi ai corrispondenti requisiti
    essenziali di cui all'allegato II;

    b) motori fuoribordo considerati conformi ai requisiti essenziali di cui all'allegato II, paragrafi B e C;

    c) motori entrobordo con comando a poppa con scarico integrato considerati conformi ai requisiti essenziali di cui all'allegato II, paragrafi B e C.

  2. La marcatura CE di conformita', come indicato nell'allegato III, deve essere apposta in modo visibile, leggibile e indelebile sulle unita' da diporto e sulle moto d'acqua di cui al punto 2.2 dell'allegato II, paragrafo A, sui componenti di cui all'allegato I o sul loro imballaggio e sui motori fuoribordo ed entrobordo con comando a poppa con scarico integrato di cui al punto 1.1 dell'allegato II, paragrafo B. La marcatura CE deve essere corredata dal numero di identificazione dell'organismo responsabile dell'attuazione delle procedure di cui agli allegati X, XI, XII, XIII e XIV.
  3. E' vietato apporre marchi o iscrizioni sui prodotti contemplati
    dal presente capo che possano indurre in errore i terzi circa il significato o la forma della marcatura CE. Sui prodotti contemplati nel presente capo o sul loro imballaggio puo' essere apposto ogni altro marchio, purche' questo non limiti la visibilita' e la leggibilita' della marcatura CE.
  4. Qualora i prodotti oggetto del presente capo siano disciplinati da altre direttive relative ad aspetti diversi e che prevedano l'apposizione della marcatura CE, quest'ultima indica che gli stessi si presumono conformi anche alle disposizioni di tali direttive. La marcatura CE indica che il prodotto e' conforme alle direttive applicabili o alle pertinenti parti delle stesse. In tale caso i riferimenti alle suddette direttive applicate dal costruttore, quali pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, devono essere riportati nei documenti, nelle dichiarazioni di conformita' o istruzioni per l'uso che, in base a queste direttive, accompagnano tali prodotti.

Art. 9.
Valutazione della conformita'

  1. Prima di immettere sul mercato o mettere in servizio i prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, il costruttore o il suo mandatario stabilito nell'Unione europea espletano le procedure di cui ai commi 2, 3 e 4. Per le unita' da diporto, in caso di valutazione della conformita' successiva alla costruzione, se ne' il costruttore ne' il mandatario stabilito nella Comunita' assumono la responsabilita' per la conformita' del prodotto al presente capo, questa puo' essere assunta da una persona fisica o giuridica stabilita nella Comunita' che immette il prodotto sul mercato o lo mette in servizio sotto la propria responsabilita'. In tale caso la persona che immette il prodotto sul mercato o lo mette in servizio deve presentare una domanda a un organismo notificato ai fini di una relazione successiva alla costruzione. La persona che immette il prodotto sul mercato o lo mette in servizio deve fornire all'organismo notificato tutti i documenti disponibili ed i dati tecnici relativi alla prima
    immissione sul mercato del prodotto nel Paese di origine. L'organismo notificato esamina il singolo prodotto ed effettua calcoli e altre valutazioni per assicurarne la conformita' equivalente ai pertinenti requisiti di cui all'articolo 6. In tale caso la targhetta del costruttore descritta all'allegato II, punto 2.2, deve contenere la dizione «certificazione successiva alla costruzione». L'organismo notificato redige la dichiarazione di conformita' concernente la valutazione eseguita e informa la persona che immette il prodotto sul mercato o lo mette in servizio riguardo ai suoi obblighi. Detta persona redige la dichiarazione di conformita' di cui all'allegato VIII e appone o fa apporre sul prodotto la marcatura CE con il numero distintivo del pertinente organismo notificato.
  2. Per quanto riguarda la progettazione e la costruzione dei prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), il costruttore di unita' o il suo mandatario stabilito nella Comunita' espletano le seguenti procedure per le categorie di progettazione A, B, C e D, di cui al punto 1 dell'allegato II, paragrafo A:

    a) per le categorie A e B:
    • 1) per le unita' con scafo di lunghezza compresa tra duevirgolacinque e dodici metri: controllo di fabbricazione interno e prove (modulo AA) di cui all'allegato V o esame CE del tipo (modulo B) di cui all'allegato VI, completato dalla conformita' al tipo (modulo C) di cui all'allegato VII, oppure uno dei seguenti moduli: B + D, B + E, B + F, G, H;
    • 2) per le unita' con scafo di lunghezza compresa tra 12 e 24 metri: esame CE del tipo (modulo B), di cui all'allegato VI, completato dalla conformita' al tipo (modulo C), di cui all'allegato VII, oppure uno dei seguenti moduli: B + D, B + E, B + F, G, H;

    b) per la categoria C:
    • 1) per le unita' con scafo di lunghezza compresa tra duevirgolacinque e dodici metri: in caso di rispetto delle norme armonizzate relative ai punti 3.2 e 3.3 dell'allegato II, paragrafo A: controllo di fabbricazione interno (modulo A) di cui all'allegato IV o controllo di fabbricazione interno e prove (modulo AA) di cui all'allegato V, o esame CE del tipo (modulo B) di cui all'allegato VI, completato dalla conformita' al tipo (modulo C) di cui all'allegato VII, oppure uno dei seguenti moduli: B + D, B + E, B + F, G, H; in caso di inosservanza delle norme armonizzate relative ai punti 3.2 e 3.3 dell'allegato II paragrafo A: controllo di fabbricazione interno e prove (modulo AA) di cui all'allegato V, o esame CE del tipo (modulo B) di cui all'allegato VI, completato dalla conformita' al tipo (modulo C) di cui all'allegato VII, oppure uno dei seguenti moduli: B + D, B + E, B + F, G, H;
    • 2) per le unita' con scafo di lunghezza compresa tra 12 e 24 metri: esame CE del tipo (modulo B) di cui all'allegato VI, completato dalla conformita' al tipo (modulo C) di cui all'allegato VII, oppure uno dei seguenti moduli: B + D, B + E, B + F, G, H;

    c) per la categoria D:
    • 1) per le unita' con scafo di lunghezza compresa tra duevirgolacinque e ventiquattro metri: controllo di fabbricazione interno (modulo A) di cui all'allegato IV o controllo di fabbricazione interno e prove (modulo AA) di cui all'allegato V, o esame CE del tipo (modulo B) di cui all'allegato VI, completato dalla conformita' al tipo (modulo C) di cui all'allegato VII, oppure uno dei seguenti moduli: B + D, B + E, B + F, G, H;
    d) per le moto d'acqua:
    • 1) controllo di fabbricazione interno (modulo A) di cui all'allegato IV, o controllo di fabbricazione interno e prove (modulo AA) di cui all'allegato V, o esame CE del tipo (modulo B) di cui all'allegato VI, completato dalla conformita' al tipo (modulo C) di cui all'allegato VII, oppure uno dei seguenti moduli: B + D, B + E, B + F, G, H di cui agli allegati VI, X, XI, XII, XIII, XIV;

    e) per i componenti di cui all'allegato I:
    • 1) uno dei seguenti moduli: B + C, B + D, B + F, G, H di cui agli allegati VI, VII, X, XI, XII, XIII.
  3. Per quanto riguarda le emissioni di gas di scarico per i
    prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), il costruttore dei motori o il suo mandatario stabilito nella Comunita' applicano l'esame CE del tipo (modulo B) di cui all'allegato VI, completato dalla conformita' al tipo (modulo C) di cui all'allegato VII, oppure uno dei seguenti moduli: B + D, B + E, B + F, G, H di cui agli allegati VI, X, XI, XII, XIII, XIV;
  4. Per quanto riguarda le emissioni acustiche:

    a) per i prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), numeri 1) e 2),
    il costruttore dell'unita' o il suo mandatario stabilito nella Comunita' applicano:
    • 1) se le prove sono effettuate utilizzando le norme armonizzate per la misurazione del rumore: il controllo di fabbricazione interno e prove (modulo AA) di cui all'allegato V o la verifica di un unico prodotto (modulo G) di cui all'allegato XII ovvero la garanzia qualita' totale (modulo H) di cui all'allegato XIII;
    • 2) se per la valutazione si utilizzano il numero di Froude e il rapporto potenza/dislocamento: il controllo di fabbricazione interno e prove (modulo A) di cui all'allegato IV, o il controllo di fabbricazione interno e prove (modulo AA) di cui all'allegato V, o la verifica di un unico prodotto (modulo G) di cui all'allegato XII, ovvero la garanzia qualita' totale (modulo H) di cui all'allegato XIII;
    • 3) se per la valutazione sono utilizzati dati certificati relativi all'unita' di riferimento, stabiliti conformemente al numero 1): il controllo di fabbricazione interno, modulo A, di cui all'allegato IV o il controllo di fabbricazione interno e i requisiti supplementari, modulo AA, di cui all'allegato V o la verifica di un unico prodotto, modulo G, di cui all'allegato XII o la garanzia qualita' totale, modulo H, di cui all'allegato XIII;

    b) per i prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), numeri 3) e 4),
    il costruttore della moto d'acqua o del motore o il suo mandatario stabilito nella Comunita' applicano il controllo di fabbricazione interno e i requisiti supplementari di cui all'allegato V (modulo AA) o il modulo G o H di cui agli allegati XII e XIII.
  5. Le avvertenze e le istruzioni d'uso, nonche' la documentazione relativa ai mezzi di attestazione di conformita', devono essere redatte anche nella lingua italiana.
  6. Gli organismi di cui all'articolo 10 trasmettono al Ministero delle attivita' produttive e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti l'elenco delle approvazioni rilasciate, delle revoche e dei dinieghi di approvazione sui prodotti di cui all'articolo 4, comma 1.
  7. Le spese per la valutazione della conformita' sono a carico del richiedente.

Art. 10.
Organismi di certificazione

  1. Possono essere autorizzati ad espletare le procedure di valutazione di conformita' di cui all'articolo 9, nonche' i compiti specifici per i quali sono stati autorizzati, i soggetti che soddisfano i requisiti fissati con regolamento adottato con decreto del Ministro delle attivita' produttive, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Con lo stesso regolamento e' disciplinato il procedimento di autorizzazione.
  2. I soggetti interessati inoltrano apposita istanza al Ministero delle attivita' produttive che provvede, d'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, alla relativa istruttoria ed alla verifica dei requisiti. L'autorizzazione e' rilasciata dal Ministero delle attivita' produttive, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, entro novanta giorni dalla data di presentazione della relativa istanza; decorso tale termine, si intende negata.
  3. L'autorizzazione di cui al comma 2 ha durata quinquennale e puo' essere rinnovata. L'autorizzazione e' revocata ove i requisiti di cui al comma 1 vengano meno ovvero nel caso in cui siano accertate gravi o reiterate irregolarita' da parte dell'organismo.
  4. All'aggiornamento delle prescrizioni, nonche' all'aggiornamento dei requisiti in attuazione di norme comunitarie si provvede con regolamento adottato con decreto del Ministro delle attivita' produttive, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
  5. Il Ministero delle attivita' produttive e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti vigilano sull'attivita' degli organismi autorizzati. Il Ministero delle attivita' produttive, per il tramite del Ministero degli affari esteri, notifica alla Commissione europea e agli altri Stati membri l'elenco degli organismi autorizzati ad espletare le procedure di certificazione ed ogni successiva variazione.
  6. In caso di diniego della certificazione da parte di uno degli organismi di cui al comma 1, l'interessato puo' rivolgersi alle amministrazioni vigilanti di cui all'articolo 11, che, entro sessanta giorni, procedono di intesa al riesame, comunicandone l'esito alle parti, con conseguente addebito delle spese.
  7. Le spese di rilascio dell'autorizzazione sono a carico del richiedente. Le spese relative ai controlli successivi sono a carico degli organismi autorizzati.
Art. 11.
Vigilanza e verifica della conformita'
  1. La vigilanza sull'applicazione delle disposizioni del presente capo e' demandata al Ministero delle attivita' produttive e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell'ambito delle rispettive competenze, che operano in coordinamento fra loro.
  2. Al fine di verificare la conformita' dei prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, alle prescrizioni del presente capo, le amministrazioni vigilanti di cui al comma 1 hanno facolta' di disporre verifiche e controlli mediante i propri uffici centrali o periferici.
  3. Gli accertamenti possono essere effettuati, anche con metodo a campione, presso il produttore, i depositi sussidiari del produttore, grossisti, gli importatori, i commercianti o presso gli utilizzatori. A tale fine e' consentito:

    a) l'accesso ai luoghi di fabbricazione o di immagazzinamento dei prodotti;

    b) l'acquisizione di tutte le informazioni necessarie all'accertamento;

    c) il prelievo temporaneo e a titolo gratuito di un singolo
    campione per l'esecuzione di esami e prove.

  4. Per l'effettuazione delle eventuali prove tecniche le amministrazioni di cui al comma 1 possono avvalersi di organismi tecnici dello Stato o di laboratori conformi alle norme della serie EN 45000, specificatamente autorizzati con provvedimento del Ministero delle attivita' produttive, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
  5. Al fine di agevolare l'attivita' di vigilanza e di verifica, il fabbricante, o il suo mandatario stabilito nel territorio comunitario, predispongono e mantengono a disposizione degli organi di vigilanza, per dieci anni, la documentazione indicata nell'allegato IX.
  6. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 56, le amministrazioni vigilanti, quando accertano la non conformita' dei prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, alle disposizioni del presente capo, ordinano al fabbricante o al suo mandatario stabilito nel territorio comunitario, o al responsabile dell'immissione in commercio, di adottare tutte le misure idonee a far venire meno la situazione di non conformita', fissando un termine non superiore a trenta giorni.
  7. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 6, le amministrazioni vigilanti ordinano l'immediato ritiro dal commercio dei prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, a cura e spese del soggetto destinatario dell'ordine.
  8. Nel caso di mancato adeguamento, il Ministero delle attivita' produttive, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, adotta le misure atte a limitare o vietare l'immissione del prodotto sul mercato o a garantire il ritiro dal commercio, a spese del costruttore o del suo mandatario stabilito nel territorio comunitario o del responsabile dell'immissione in commercio.

Art. 12.
Clausola di salvaguardia

  1. Le amministrazioni vigilanti di cui all'articolo 11, qualora ritengano, a seguito di accertamenti effettuati in sede di vigilanza o su segnalazione degli organismi di cui all'articolo 10, che i prodotti oggetto del presente capo, ancorche' recanti marcature CE ed utilizzati in modo conforme alla loro destinazione, possano mettere in pericolo la sicurezza e la salute delle persone, i beni o l'ambiente, vietano o limitano l'immissione in commercio e in servizio od ordinano il ritiro temporaneo dal mercato dei prodotti stessi, a cura e spese del soggetto destinatario dell'ordine, ed adottano di intesa ogni altro provvedimento diretto ad evitarne l'immissione in commercio o la messa in servizio, informandone immediatamente la Commissione europea.

Art. 13.
Disposizioni transitorie

  1. Possono essere messi in commercio o in servizio i prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, che siano conformi alla normativa vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, con le seguenti modalita':

    a) fino al 31 dicembre 2005
    per i prodotti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), nonche' per i motori ad accensione per compressione ed i motori a scoppio a quattro tempi;

    b) fino al 31 dicembre 2006
    per i motori a scoppio a due tempi.

Art. 14.
Rinvio

  1. Alla progettazione e costruzione delle navi da diporto si applicano le disposizioni del libro secondo, titolo I, del codice della navigazione e del libro II, titolo I, del regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione, parte navigazione marittima.
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  Leggi e Normative
  1. Il nuovo Codice della Nautica da Diporto
    • Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n.171
  2. Commenti ai contenuti ed alle novità
    • a cura di C-Marina Magazine
  3. Il vecchio Codice della Navigazione
    • Ora sostituito dal Decreto Legislativo 171/2005
  4. Disciplina della locazione e noleggio di unità da diporto
    • Legge 23 dicembre 1996, n. 647
  1. La Direttiva 94/25/CE per le unità da diporto
  2. Natanti: noleggio e locazione, legge n. 553 D.L. 21.10.96
  3. Locazione con Skipper di unità da diporto
    il quadro normativo del settore
  4. Imbarco su unità battenti bandiera estera
Domande

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Il Nuovo Codice Unico della Navigazione
DECRETO Legislativo 18 luglio 2005, n.171
Codice della Nautica da Diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE
(GU n. 202 del 31-8-2005 - Suppl. Ordinario n.148)

testo in vigore dal: 15-9-2005

Scarica l'intero documento:
       Codice_Navigazione2005.pdf

Titolo I
Regime della navigazione da diporto


  • Disposizioni generali (dall'art. 1 all'art. 3)
  • Progettazione, costruzione e immissione in commercio di
        unità da diporto (dall'art. 4 all'art. 14)

  • Titolo II
    Regime amministrativo delle unità da diporto

  • Iscrizione delle unità da diporto (dall'art. 15 all'art. 21)
  • Abilitazione alla navigazione delle unità da diporto (dall'art. 22
       all'art. 33)
  • Persone trasportabili ed equipaggio (dall'art. 34 all'art. 38)
  • Obbligo di patente (art. 39)
  • Responsabilità derivante dalla circolazione delle unità da
       diporto (artt. 40 e 41)

  • Titolo III
    Disposizioni speciali sui contratti di utilizzazione delle Unità da diporto e sulla mediazione

  • Locazione di unità da diporto (dall'art. 42 all'art. 46)
  • Noleggio (dall'art. 47 all'art. 49)
  • Mediatore per le unità da diporto (artt. 50 e 51)

  • Titolo IV
    Educazione marinara (art. 52)

    Titolo V
    Norme sanzionatorie (dall'art. 53 all'art. 57)

    Titolo VI
    Disposizioni complementari, transitorie e finali (dall'art. 58 all'art. 67)

    Allegati

     
     
     
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