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Lunghe rotte La navigazione con il sestante
una lezione di Alessandro Palladino

Indice articoli  Indice

Il problema principale dei navigatori di ogni tempo è stato quello di stabilire la propria posizione in mare.
In effetti nei lunghi viaggi la stima diventa sempre più incerta, fino alla completa inaffidabilità, per cui è necessario un riscontro: un punto nave.
Finché si è vicini alla costa non ci sono problemi ma in mare aperto le cose si complicano...


1. LA NAVIGAZIONE ASTRONOMICA
Oggi esiste il GPS e molti non vedono il motivo per cui dover imparare la navigazione astronomica. Si può dire che il GPS non è sicuro o che si può rompere ma il vero motivo per cui si decide di imparare ad usare un sestante è un altro. E' lo stesso motivo che spinge tutti noi ad affidarci ai capricci del vento e delle vele quando ormai esistono i motori, le auto e gli aerei! Quello che dobbiamo imparare è sfruttare l'enorme mappa che abbiamo sopra la testa: il cielo. Stelle, sole, pianeti e luna possono aiutarci a definire con esattezza la nostra posizione partendo da una stima che può anche essere molto grossolana (dell'ordine di parecchie decine di miglia). Esistono due tecniche fondamentali
  1. Punto nave col sole. E' facilissimo ma si può fare solo a mezzogiorno; servono un sestante, le effemeridi, un orologio.
  2. Punto nave con stelle o pianeti. Si fa due volte al giorno, all'alba e al tramonto. Servono: sestante, effemeridi, orologio, calcolatrice (o tavole a soluzione diretta che costano molto più di parecchie calcolatrici). E' più laborioso ma quando si diventa bravi può diventare molto preciso.

Qui trascureremo il secondo metodo perché viene usato molto raramente anche dai navigatori più esperti. Il punto nave con il sole invece è una cosa semplicissima che può essere imparata in pochi minuti e che vi darà grandi soddisfazioni. Il suo grado di precisione dipende da diversi fattori tra cui l'abilità del misuratore e la qualità del sestante, in ogni caso dopo qualche giorno di pratica e con un economico sestante di plastica è possibile fare un punto con 2-3 miglia di errore e volte anche molto meno. Diffidate quindi da chi cerca di convincervi a desistere o ad acquistare un sestante da parecchi milioni!


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2. IL SESTANTE
Concetto di altezza di un astro Il sestante evoca sempre mari lontani e altre epoche; tra gli strumenti che dovremo usare è l’unico un po’ misterioso. Gli altri sono abbastanza comuni: niente da dire sull’orologio o sulla calcolatrice, le effemeridi sono solo delle tavole con tutti i dati relativi ai movimenti degli astri.
Cos’è un sestante? In realtà è solo un goniometro molto preciso che permette di apprezzare i decimi di primo. Ci serve per misurare un angolo, quello formato tra un astro e l’orizzonte
Questo angolo si chiama altezza dell’astro e può andare da 0° (sorge o tramonta) a 90° (sopra la nostra testa). In effetti parlare di orizzonte può essere ambiguo perché la terra è sferica e due osservatori a diverse altezze sul livello del mare hanno orizzonti diversi.
L’osservatore 1 ha un orizzonte molto più "vicino" rispetto all’osservatore 2. Le misure dell’altezza di un astro saranno quindi differenti nei due casi!
Di questo fenomeno riparleremo in seguito quando andremo a correggere le misure fatte col sestante. Per ora consideriamo la terra piatta attorno all’osservatore e nelle figure disegneremo l’orizzonte locale come un piano tangente alla terra.
 
 
 
Come è fatto un sestante

1. specchio mobile
2. specchio fisso
3. cannocchiale
4. alidada
5. lembo graduato

L’immagine dell’astro è riflessa dallo specchio 1 sullo specchio 2 che, essendo semitrasparente, permette contemporaneamente di vedere l’orizzonte. Attraverso il cannocchiale 3 quindi si riescono ad allineare le due immagini. Questo è possibile perché lo specchio 1 è mobile e solidale con l’alidada 4: spostando questa si fanno combaciare le immagini poi si legge il valore dell’angolo sul lembo graduato 5

Come si impugna il sestante

 
 
Rettifica del sestante

Il sestante, come tutti gli strumenti di grande precisione, ha bisogno di essere tarato e rettificato. Se il sestante è di plastica occorre sempre effettuare questi controlli prima dell’uso:

1. Rettifica perpendicolarità specchi. Il primo controllo da fare è che gli specchi siano perpendicolari al piano del lembo: si impugna il sestante tenendolo con il piano del lembo orizzontale e con l’alidada su 50° circa.La parte di lembo che si vede riflessa dallo specchio mobile deve essere continua a quella che si vede direttamente. Se si percepisce l’immagine spezzata occorre lavorare sulla vite di correzione che si trova dietro allo specchio mobile.

2. Rettifica dello specchio fisso. Si impugna il sestante e lo si porta su un valore prossimo allo zero. Guardando attraverso il cannocchiale si punta l’orizzonte e si agisce sul tamburo micrometrico quello in fondo all’alidada) finché non si vede l’orizzonte come una linea continua (fig 1).
Fig.1
A questo punto si inquadra qualche oggetto verticale (albero di una barca, asta di bandiera,...) e spostando di poco il sestante orizzontalmente si deve vedere l’immagine continua. Se invece l’immagine "salta" da una metà all’altra dello specchio o si sdoppia occorre eliminare questo effetto agendo sulla vite di regolazione che si trova sullo specchio fisso vicino al telaio del sestante (fig.2).
Fig. 2
Eliminare l’errore residuo. Non è necessario perché questo errore se si conosce può essere eliminato nei calcoli: si tratta del g . Può essere comunque ridotto a zero ponendo il sestante su 0°0,0’ e regolando la vite dello specchio fisso (quella più lontana dal telaio) finché non si percepisce l’orizzonte come una linea continua (fig. 3)
Fig. 3
Verifica. Se tutto è stato fatto correttamente alla fine tenendo il sestante su 0° e inquadrando l’orizzonte si deve vedere una linea continua anche se il sestante viene fatto basculare (Fig.4).
Fig.4
Uso del sestante
Come abbiamo visto nel paragrafo precedente la misura si effettua quando vediamo astro e orizzonte contemporaneamente. Si impugna il sestante mettendo la scala su 0°00,0’ in modo che sia possibile vedere la stessa cosa sia come immagine diretta che come immagine riflessa e si punta contro l’astro (attenzione a mettere un adeguato numero di filtri se puntate contro il sole).
Quello che vedrete in realtà non è esattamente il sole o la stella divisa a metà come nel disegno ma una sovrapposizione delle due immagini. Muovendo l’alidada le vedrete sdoppiarsi e, se state usando filtri differenti per i due specchi, queste due immagini avranno un colore diverso.
Da questa scomoda posizione si deve far ruotare il telaio del sestante mantenendo ferma l’alidada. Si schiaccia quindi il dente di sblocco e si ruota il telaio finché nello specchio fisso non compare l’orizzonte. Se tutto è stato fatto bene lo specchio mobile è ancora puntato sull’astro quindi ora vediamo contemporaneamente le due immagini
   
In tutta l’operazione lo specchio mobile è rimasto fermo, puntato verso il sole.
Non riuscite a vedere l’orizzonte? Probabilmente non avete tolto i filtri dello specchio semitrasparente. Questi sono necessari quando inquadrate il sole ma vanno eliminati durante la "discesa" del telaio altrimenti l’orizzonte resta invisibile. Per effettuare la collimazione poi potrà servire nuovamente un filtro (non troppo opaco) per l’orizzonte così da avere il minor contrasto possibile tra immagine diretta e riflessa.
La collimazione viene effettuata in questo modo: prima si allineano in maniera grossolana astro e orizzonte agendo solo sulla frizione dell’alidada, poi si raffina con la vite micrometrica infine si controlla facendo oscillare il sestante. Quest’ultima verifica è molto importante perché su una barca è difficile tenere un strumento perfettamente dritto e si rischia di collimare l’astro su un punto dell’orizzonte non esattamente sotto la sua verticale.
In questo movimento a pendolo l’astro tocca l’orizzonte nel punto più basso della sua curva. Non deve mai "bagnarsi" o passare troppo alto.
NON collimato ("BAGNATO") NON collimato (TROPPO ALTO)
Ognuno ha la sua tecnica per usare il sestante: c’è chi si mette in piedi, chi seduto, chi in pozzetto, chi in coperta,... l’importante è trovarsi una posizione comoda! Bisogna a questo punto determinare esattamente a che altezza si trova il vostro occhio, dato che ci servirà per la prima correzione. In alcune condizioni può essere necessario mettersi molto in alto, con mare mosso per esempio, per avere un orizzonte più ampio ed evitare di confonderlo con la cresta di un’onda vicina. Per prendere l’altezza di un astro, dobbiamo anzitutto decidere se mettere il cannocchiale o no. Questo infatti è amovibile perché con esso i contorni si vedono più nitidi, quindi la misura è migliore, ma restringe molto il campo visivo. In particolare per le stelle è inutile essendo queste puntiformi ed a volte è necessario toglierlo anche con il sole (sempre in situazioni di mare agitato e orizzonte poco evidente).
 
 
 
3. PUNTO NAVE COL SOLE
Passaggio del sole in meridian o
Per poter effettuare un punto nave con il sole dobbiamo solo elaborare alcune informazioni che possediamo sin da bambini. Sappiamo ad esempio che il sole sorge ad est e tramonta ad ovest, a metà della sua corsa sarà quindi esattamente a sud (nel nostro emisfero) e alla massima altezza della giornata. Questo momento particolare è il mezzogiorno.
Dire che il sole passa a sud (o a nord nell’altro emisfero) è come dire che sta passando sopra al nostro meridiano, cioè il meridiano che si trova sotto i nostri piedi e che non sarà probabilmente un numero intero. L’orologio che portiamo al polso invece indica mezzogiorno di un meridiano ben preciso: quello centrale del fuso orario, il 15°00’ E.per l’Italia. Se noi siamo su una longitudine diversa noteremo allora che il sole raggiungerà la sua altezza massima in un’ora diversa dalle 12:00; in particolare se ci troviamo ad est del meridiano del centro fuso avremo un anticipo del fenomeno e viceversa se ci troviamo ad ovest.
La cosa però viene complicata da alcune anomalie dell’orbita terrestre e anche sul meridiano del centro fuso il sole non passa sempre a mezzogiorno. Aprendo le effemeridi alla pagina di un dato giorno conosceremo esattamente a che ora avverrà il mezzodì. In fondo alla pagina infatti c’è il dato "Pass.Mer." che indica questa ora, attenzione solo a non confondersi con quello analogo della luna!
Abbiamo capito che differenze di tempo e differenze di longitudini sono la stessa cosa: in effetti nelle prime pagine delle effemeridi c’è una pagina con le conversioni di tempo in gradi e viceversa. Ne possiamo anche fare a meno sapendo che 1° di longitudine = 4 minuti.
A che ora passerà il sole in meridiano a SANREMO se dalle effemeridi risulta che oggi il Pass.Mer. è previsto alle 11:53:00 ? --- Il nostro orologio è regolato sul fuso orario italiano (GMT+1, attenzione a non confondervi quando c’e’ l’ora legale) relativo al meridiano 15°00’ EST. Siccome Sanremo è ad una longitudine di 7°47’ E, risulterà spostata di 15°00’-7°47’= +7°13’. Dalle tavole risulta che 7°= 28min. e 13’=52sec., quindi il nostro mezzogiorno sarà alle ore 11:53:00+0:28:52=12:21:52.
Come vedete si tratta di parecchi minuti!
E’ importante non sbagliare il segno: "+" significa un ritardo rispetto all’ora dell’orologio e "-" un anticipo. In caso di dubbio ricordatevi che se siete ad est del meridiano di riferimento il sole passerà prima su di voi visto che sorge ad est e viceversa!
E se c’è l’ora legale? Conviene mantenere sempre un orologio sull’ora solare per evitare confusione.
Ma come facciamo a sapere il nostro fuso orario se siamo in mezzo al mare? Se avete una stima della longitudine basta guardare il diagramma sulla quarta di copertine delle effemeridi, altrimenti lasciate l’orologio sull’ora di Greenwich e basate tutto il vostro conto sul meridiano 0°00’.


 
 
Latitudine
Una volta stabilito in che momento il sole passa in meridiano possiamo fare un’altra riflessione: l’altezza massima che raggiunge ha un valore diverso a seconda della nostra latitudine. Vediamo la figura.
Nello stesso momento l’angolo misurato nei pressi dell’equatore è molto diverso dall’angolo misurato alle alte latitudini. L’altezza del sole a mezzogiorno quindi è una misura diretta della latitudine. Osserviamo quest’altra figura:

Sappiamo che la latitudine dell’osservatore è, per definizione, l’angolo A che è uguale all’angolo A’. Quello che noi abbiamo appena misurato col sestante è però l’angolo h cioè l’altezza del sole a mezzogiorno. Ma dal disegno si vede chiaramente che "lat." = A = 90°-h, ovvero la latitudine è il complementare di h. Naturalmente questo vale nel nostro emisfero, nell’altro basta cambiare segno: LAT=-(90°-h)

Tutto qui? No, in realtà il disegno sopra vale solo per due giorni particolari dell’anno: gli equinozi. In tutti gli altri giorni dell’anno l’asse terrestre non è perpendicolare ai raggi del sole ma inclinato di un certo angolo: si dice allora che il sole ha una declinazione che può essere positiva (nord) o negativa (sud). Da non confondere con quella magnetica, la declinazione è in un certo senso la "latitudine" del sole: l’angolo formato tra un raggio di luce e l’equatore terrestre. Vediamo una situazione che corrisponde al nostro inverno. L’asse terrestre è inclinato rispetto al piano dell’eclittica e l’emisfero australe è il più esposto al sole.

In questo caso la latitudine A non è più uguale ad A’ ma alla somma algebrica A’+d, dove d è la declinazione. Nel nostro caso la declinazione è negativa quindi A=A’-d.Riassumendo la latitudine è data dalla formula:

LAT = 90°- hv ± d (emisfero nord)

LAT =-(90°- hv) ± d (emisfero sud)

Come si vede è una formula facilissima e il calcolo può essere eseguito anche senza la calcolatrice!
Confusione con i segni della declinazione?
E’ abbastanza intuitivo: ricordate che tutto questo fu inventato dagli Europei quindi nord=segno "+" e sud=segno "-" . Quando leggerete sulle effemeridi Declinazione = S 10° sarà Dec.= -10°.

Ora dobbiamo capire come ricavare i valori di hv e d da immettere nella formula.
hv è l’altezza vera, si ricava correggendo l’altezza misurata col sestante (ho= altezza osservata). Le correzioni da fare sono: gamma dello strumento, elevazione dell’osservatore, altezza osservata, periodo dell’anno. Il gamma lo abbiamo visto prima, per le altre correzioni si deve andare nelle pagine gialle delle effemeridi alla pagina "correzioni per le altezze di sole". Si effettuano nell’ordine e sono tutte da aggiungere ma alla fine occorre levare un grado dal risultato finale (come riportato nella nota in fondo alla pagina). La sequenza è:

ho ±

alt.misurata

g =

+/- gamma

hi +

alt.strumentale

C1 +

 

C2 +

Correzioni

C3 +

 

-1° =

- 1°

hv

ALTEZZA VERA

Anche questi conti sono molto facili e si possono fare a mente.
La declinazione (d o anche d) invece si ricava dalle pagine giornaliere delle effemeridi. E’ pero’ necessario individuare l’ora del mezzogiorno locale. Abbiamo visto prima che quello indicato dall’orologio infatti non coincide quasi mai con quello locale.
Ricaviamo quindi il mezzogiorno locale; per riprendere i valori usati, se il passaggio era previsto alle 11:53 e noi siamo spostati di +28 min. e 52 sec., questo sarà alle 12:21:52, che per comodità arrotondiamo alle 12:22 perché la declinazione varia molto lentamente. Il valore della declinazione da cercare sarà quindi quello relativo alle 12:22. Si va alla pagina giornaliera e si cerca il valore per l’ora intera (12 nel nostro caso). Bisogna poi incrementarlo per quei ventidue minuti; la procedura è semplice: in fondo alla colonna della declinazione c’è un valore "d=± ..." si annota e si va alle pagine gialle. Qui si cerca la pagina relativa al minuto 22 e si entra nella colonna "v/d" con il valore di d annotato, ci sarà un valore di "pp" corrispondente e questo è la correzione da fare. Se il segno di d era positivo lo sarà anche il valore di "pp" e viceversa.
Riassumendo:

Dec.

Valore per l’ora intera

± pp

correzione per i minuti

d

Declinazione

Ora abbiamo tutti gli elementi per trovare la latitudine. Con la pratica tutto il calcolo si svolge in pochi secondi, anche a mente.

Che significano questi simboli? d è l’incremento per le frazioni di ora e il valore che si ottiene entrando nella frazione di ora (cioè nei minuti) con questa cifra si chiama pp ovvero "parti proporzionali".
Naturalmente conoscendo la nostra longitudine possiamo sapere esattamente quando sarà mezzogiorno ma, visto che dobbiamo fare un punto nave, probabilmente non sappiamo la nostra posizione! Come uscire da questo circolo vizioso? In realtà l’ora del mezzogiorno ci serve solo per non passare delle ore sul ponte col sestante in mano ad aspettare il culminare del sole. Se infatti osserviamo la corsa del sole lo vedremo prima salire, poi fermarsi per qualche minuto e questo avviene proprio al passaggio in meridiano. Quando poi il sole ricomincerà a scendere noi avremo la certezza che l’ultimo valore misurato corrisponde all’altezza massima, guardiamo l’ora, e andiamo a calcolare la declinazione. Sfortunatamente in questo modo l’ora del passaggio in meridiano non è molto precisa, ha un errore che può essere anche di qualche minuto, perché il sole sembra fermarsi al suo culminare. Una stima, anche approssimata, della longitudine ci aiuta a scegliere il momento adatto per iniziare l’osservazione.

 
 
Longitudine

Proviamo ora a fare il ragionamento inverso. Se noi riuscissimo a sapere esattamente a che ora il sole passa in meridiano, potremmo calcolare la differenza tra il nostro mezzogiorno e quello del meridiano del centro fuso. Facciamo un esempio: riusciamo a scoprire che, nel luogo in cui ci troviamo, il sole raggiunge la sua altezza massima esattamente alle ore 11:57:30 (ora sono importanti anche i secondi). Se dalle effemeridi risulta che il passaggio in meridiano, valido per il centro fuso, è alle ore 11:53:00, siamo spostati di (11:53:00 - 11:57:30)= -4 min. e 30 sec. Dalla tavola di conversione gradi-tempo risulta che -4 min. e 30 sec. equivalgono a -1°7.5’ (notare i segni "-") quindi siamo in longitudine (15°00,0-1°7.5’)=13°52,5’E.
Come si vede il ragionamento è semplice, la complicazione sta nel fatto che basta un piccolo errore di tempo per ritrovarsi spostati di parecchie miglia in longitudine. Un minuto di approssimazione infatti equivale a 15’, un po’ troppi per un punto nave!
Abbiamo quindi due problemi fondamentali: determinare con precisione l’ora del passaggio al meridiano del centro fuso e al nostro meridiano.

Mezzogiorno al centro fuso: Non basta più il dato grossolano fornito dalla colonna "Pass.Mer" delle effemeridi, ci servono anche i secondi. Proprio a fianco però compare la colonna "Equazione di tempo" per le ore 00 per le 12. Quella per le 12 è proprio il dato che ci serve con la precisione dei secondi: se ad esempio c’è scritto +6 min. e 47 sec., vorrà dire che il passaggio è alle 12:06:47 e non alle 12:07 come indicato con approssimazione dalla tabella "Pass.Mer".

Mezzogiorno al nostro meridiano: Resta ora il problema più complesso di capire quando esattamente il sole raggiungerà la sua massima altezza nel cielo nel punto in cui siamo. Come abbiamo visto ad occhio è impossibile quindi ricorriamo ad un trucco. Misuriamo l’altezza del sole un po’ prima di mezzogiorno, quando e’ ben evidente che sta ancora salendo, facciamo cioè un’antimeridiana. Annotiamo l’altezza e l’ora esatta. A mezzogiorno facciamo la nostra meridiana per ricavare la latitudine, poi riportiamo il sestante sull’altezza segnata dall’antimeridiana e aspettiamo che il sole, scendendo, raggiunga di nuovo quell’altezza. Quando ciò accade annotiamo di nuovo l’ora: la media tra i due orari sarà esattamente l’ora della massima altezza raggiunta!

Abbiamo registrato la stessa altezza alle ore 11:20:00 ed alle 12:30:00. Il mezzogiorno sarà stato alle:

11:20:00+12:30:00
2

ovvero alle 11:55:00

Alle 11:31:34 l’altezza del sole è di 40°54,8’. Questa altezza (ho) non va corretta perché non ci servirà nei calcoli. La stessa altezza si ripresenta alle ore 12:27:59. Qual è la nostra longitudine?
Facciamo la somma:
11 31 34 +
12 27 59 =
23 59 33
e dividiamo per due: 23 59 33 : 2 = 11 59 46
quindi il passaggio in meridiano è stato alle 11:59:46. Cerchiamo nelle effemeridi di oggi il valore dell’equazione di tempo: ad esempio +4min. e 22 sec. Il passaggio in meridiano al centro fuso sarà quindi alle 12:04:22. Il nostro spostamento orario è allora:
12 04 22 -
11 59 46 =
.... 04 36

Da notare che è molto più facile fare il conto a mente! Convertiamo ora lo spostamento orario in gradi di longitudine: dalla tabella di conversione +4 min. e 36 sec., equivalgono a +1° 9,0’. Allora la nostra longitudine è:

15° 00,0’ +

long. centro fuso

1° 09,0’ =

+ nostro spostamento (in gradi)

16° 09,0’ E

= nostra long.

A che ora fare l’antimeridiana? Più è distante da mezzogiorno è migliore è la lettura perché il sole rallenta molto la sua salita all’avvicinarsi del P.M. D’altra parte se facciamo la misura due ore prima, tra l’antimeridiana e la pomeridiana passeranno 4 ore, durante le quali ci saremo spostati sicuramente di molto. A parte casi particolari (rotta seguendo un meridiano,...) conviene fare la meridiana non più di 40 minuti prima del mezzogiorno stimato.
Ricordate inoltre che conviene sempre fare diverse misure a intervalli di 3-4 minuti. Si potrà fare una media più precisa ma soprattutto non ci dispereremo quando il sole si nasconderà dietro una nuvola al momento della pomeridiana!
Vediamo ora un esempio completo di punto nave. E’ il 12 gennaio e siamo in posizione stimata 42°00’N 11°00’E. Decidiamo di fare il punto usando il sole. Consultando le effemeridi risulta che oggi il sole passerà in meridiano alle 12:08. Come procediamo?
  • dobbiamo anzitutto stimare a che ora sarà il mezzogiorno nella nostra posizione stimata. Siamo distanti (15°00’-11°00’)= +4°00’ dal centro fuso. Dalla tabella di conversione risulta che +4°00’ equivalgono a +16 minuti. Il nostro mezzogiorno sarà quindi alle (12:08+00:16)=12:24.

  • Sistemiamo il nostro sestante e controlliamo il gamma: risulta che g=2’.

  • Alle 11:55:33 prendiamo l’altezza del sole di 25°20,2’ e annotiamo questo dato

  • Poco prima delle 12:24 iniziamo a prendere l’altezza di sole. Sta ancora salendo ma molto lentamente e noi lo seguiamo col sestante. Poi non riusciamo a capire più se si stia muovendo finche non lo vediamo andare di nuovo sotto l’orizzonte. A questo punto smettiamo di seguirlo con lo strumento e annotiamo l’altezza: ho=26°00,4’.

  • Calcoliamo la nostra latitudine:
    dobbiamo anzitutto correggere l’altezza
    ho+g+C1+C2+C3 = hv
    Sappiamo che la prima correzione (C1) è in funzione dell’altezza del nostro occhio dal livello del mare. Diciamo che stando in piedi in coperta siamo a 3 metri.
26°00,4’+ ho +  
  g =  
26°02,4’+ hi + altezza strumentale
16,9’+ C1 +  
15,0’+ C2 +  
40,3’+ C3 +  
-1° 00,0’= -1° =  
26°14,6’ hv altezza vera

Resta ora da calcolare la declinazione per le ore 12:24. Dalle pagine giornaliere delle effemeridi vediamo che alle 12:00 la declinazione è 21°35,2’ SUD, ovvero -21°35,2. In fondo alla colonna poi compare d=+0,4, per cui andando alle pagine gialle relative al minuto 24 al valore v/d=0,4 corrisponde un pp=0,2 (positivo perché d era positivo). Pertanto la declinazione è:

Dec.= -21°35,2’+0,2’= -21°35,0’
Poiché siamo nell’emisfero nord risulta che LAT = 90°- hv + dec., quindi:

LAT.=90°- 26°14,6’ + (-21°35,0’) = 42°10,4’ N

Abbiamo calcolato la latitudine ma non dimentichiamoci che dobbiamo ancora fare la pomeridiana! Rimettiamo il sestante sull’altezza dell’antimeridiana (punto 3) ovvero 25°20,2’. Guardando l’orizzonte vedremo che il sole non collima ancora, continuiamo ad osservare finche ciò non si verifica.

A questo punto guardiamo l’orologio: segna le 12:47:09.
Il nostro mezzogiorno è stato quindi alle:
(11:55:33 + 12:47:09):2 = 12:21:21
  (Passaggio al meridiano locale)
Quello calcolato per il centro fuso era 12:08 ma, più precisamente, alle 12:08:24
  (equazione di tempo= +8min. 24sec.)

Per cui lo spostamento orario è:
12:08:24 - 12:21:21 = -12min. 57sec.

Che tradotto in angolo risulta -3°14,3’.
La nostra longitudine sarà allora:
LONG
:= 15°00,0’ - 3°14,3’= 11°45,7’ E

 
 
 
4. L'OROLOGIO E LE EFFEMERIDI

Oltre al sestante ci servono questi due strumenti, della calcolatrice scientifica per ora possiamo anche farne a meno. Se per trovare la latitudine non serve molta precisione sull’orario, questa è invece indispensabile nel calcolo della longitudine. Come abbiamo visto basta un piccolo errore per trovarsi in tutt’altro posto! Dovremo quindi avere un buon orologio ed una fonte attendibile per tararlo.

Ma cosa vuol dire buon orologio? Tra un orologio che ritarda 10 sec. al giorno ed un che ne perde solo un paio "ogni tanto" è molto meglio il primo! La caratteristica quindi è quella della regolarità: sono più sicuri gli orologi al quarzo di quelli meccanici. Studiando per qualche tempo le caratteristiche di marcia del proprio orologio sarà possibile fare una tabella dei ritardi (o anticipi) che questo ha, in modo da poter sempre conoscere l’ora esatta anche in mancanza di sistemi di riferimento.

Altro problema: come facciamo a tarare l’orologio e a verificarne la regolarità? Alla radio ogni tanto inviano i segnali orari ma, a parte quelli ufficiali della RAI, spesso sono imprecisi e comunque non vengono trasmessi regolarmente quindi sono inutili. La cosa migliore è possedere una radio HF, cioè una radio ad onde corte. Molte radioline comuni hanno la banda delle onde corte (SW o OC) ma spesso la ricezione è pessima o nulla. Se la radio è buona avrà la possibilità di ricevere in modalità SSB (single side band- banda laterale unica) e sarà sicuramente in grado di ricevere i segnali di tempo campione. Questi sono i segnali orari per eccellenza e vengono trasmessi da orologi atomici sparsi per il mondo. Si ascolta un ticchettio continuo intervallato da segnali particolari che indicano il minuto, i dieci minuti, l’ora, ecc. Le frequenze di trasmissione sono moltissime ma i più famosi e potenti si trovano su: 5,000/10,000/15,000/20,000 MHz. Se la vostra radio non riesce a ricevere questi segnali sarà comunque in grado di captare, sempre in onde corte, le stazioni broadcasting come la BBC che trasmette regolarmente ogni ora il segnale esatto.

Se non disponete di radio a onde corte potete sempre ricorrere all’ora fornita dal GPS (se a bordo c’è) oppure a quella fornita dalla RAI in FM o in AM. Finché navigate nei mari italiani vi arrengerete così, poi sarà necessaria la radio HF che assicura una copertura mondiale. Insomma oggi non è più un problema come nei secoli passati: è finita l’epoca delle clessidre e degli orologi a pendolo!

Per quanto riguarda le effemeridi si tratta invece di una raccolta di dati sul moto degli astri. Per ora noi l’abbiamo usato solo per trovare la declinazione e gli orari del passaggio in meridiano, ma ci sono molte altre informazioni tra cui anche le mappe stellari. Le effemeridi che abbiamo usato negli esempi sono quelle italiane, identiche a quelle inglesi. Ne esistono anche altri tipi: francesi, americane, ecc. e sono valide un solo anno. Con un PC o una calcolatrice programmabile è possibile farsi in casa le effemeridi ma è sempre meglio avere la copia cartacea

Copyright © 2003-2004 Alessandro Palladino
 
 
 
I redattori

Alessandro Palladino
Skipper del Long John Silver Alessando ha navigato in Mediterraneo ed Atlantico su barche dai 6 ai 20 metri. E' molto disponibile all'insegnamento anche con bambini e adolescenti. Tiene corsi di navigazione astronomica e d'altura.

Le sue pagine personali sono all'indirizzo:
http://www.john-silver.it

Chi desidera può contattarlo all'indirizzo:
info@john-silver.it

Le sue offerte di charter sono pubblicate
anche su Yachts.it

Long John Silver

 
 
  Tecnica navale e di navigazione
Notizie
All'Università in barca a vela
gli studenti di Architettura dell'Ateneo di Roma Tre progettano e costruiscono una piccola barca a vela

Contributi
Come trovare il punto nave con il sestante

  1. La navigazione astronomica
  2. Il sestante
  3. Il punto nave col sole
  4. L'orologio e le effemeridi
Come avviare un cantiere navale e costruire una barca
una risposta di Andrea Preden

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