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degli skipper italiani


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Come sempre, nella storia dell'Italia, gli italiani scoprono in ritardo ciò che i politici stanno compiendo ai loro danni.
Abbiamo pubblicato decine di lettere e risposto a centinaia di altre sull'innumerevole serie di problemi che i nuovi titoli del diporto hanno creato all'intera categoria ma negli ultimi giorni le lettere sono precise, resocontate e dettagliate e raccontano il problema in tutta la sua completezza e gravità.
Ecco l'intervento dell'amica e collega Marzia Pietrantonio, leggetelo, divulgatelo.
Michele Costabile


Faccio parte di quel cospicuo numero di skipper che hanno il titolo (validità italiana) di conduttore di imbarcazioni da diporto adibite a noleggio e che vogliono convertirlo in quello (validità internazionale - o europea?!) di Ufficiale di Navigazione del Diporto, ai sensi dell'art. 14 - disposizioni transitorie - del DM 121 del 10/05/05 e successive circolari   applicative del 4/11/05 e dell'8/2/06.

Preoccupata dei tempi stretti per convertire il titolo durante l'inverno (d'estate lavoro sulle barche e non ho tempo) mi sono affrettata ed ho subito effettuato i corsi di incendio base (e antincendio avanzato, visto che era compreso nel pacchetto offertomi dalla scuola autorizzata dal Ministero), PSSR, Sopravvivenza e Salvataggio, Primo Soccorso Elementare, nonché Radar - osservatore normale (l'ARPA non è un corso obbligatorio).

Il tutto per la cifra di € 1.418,00 (al momento il Ministero non prevede rimborsi, come negli anni passati, perché carente di fondi, come la mia Regione Lazio, contrariamente ad altre Regioni quali Campania o Liguria).

Per completare l'iter obbligato dal DM 121 devo ancora effettuare i corsi GMDSS-GOC ed il MAMS, nonché l'esame finale in Capitaneria che, stanti le circolari sopra indicate, al momento è assimilato all'equipollente(?! - non mi risulta che io possa imbarcare su navi mercantili) "patentino" dei marittimi della marina mercantile, cioè quello di Aspirante Capitano di Lungo Corso.

Ma ecco sorgere i primi "incidenti":

  • per il Radar la scuola autorizzata dal Ministero mi ha fatto sostenere l'esame seppure avrei dovuto dimostrare di essere stata imbarcata (su imbarcazioni da diporto, come spiega la circolare del 4/11/05) per n. 6 mesi "a libretto" e non mediante una semplice dichiarazione sottoscritta dall'armatrice-proprietaria dell'imbarcazione; il rappresentante della Capitaneria di Napoli ha obiettato ma poi ha firmato il mio attestato radar ammonendomi di non perdere tempo e soldi perché la Capitaneria di Roma, ove sono iscritta alla Gente di Mare di prima categoria, non trascriverà l'esito positivo del corso senza i 6 mesi a libretto.
  • per il corso MAMS occorre dimostrare 9 mesi d'imbarco (come recita la circolare 8/2/06) a libretto, su imbarcazioni da diporto, in analogia ai 6 mesi obbligatori per il radar;

Noi poveri skippers avremmo dovuto leggere tutte le norme indicate in premessa al DM 121 (L 21/11/1985 n. 739 e DPR n. 324 del 9/5/2001) per conoscere questi requisiti minimi necessari per accedere ai corsi STCW (9 mesi per MAMS e 6 mesi per Radar)?!;
Non siamo "addetti ai lavori" e per interpretare le norme confidiamo negli Sportelli che gli Uffici competenti mettono a nostra disposizione per ogni chiarimento. Le Capitanerie non ci hanno avvisato, le scuole di formazione autorizzate dal Ministero tantomeno.

Dico io, relativamente ai corsi IMO-STCW:

  • il programma del MAMS è solo ed esclusivamente relativo all'uso dei b.e.v.=battelli di emergenza veloci (vedi allegata circolare circa il MAMS): come applicare tecnicamente questo corso obbligatorio?!. Le imbarcazioni da diporto non sono dotate né dei battelli di emergenza né delle gru per ammainarli! I 9 mesi   stanno nella logica di dimostrare gli avvenuti addestramenti all'ammaino dei B.E.V., cui seguono 3 giorni di corso per conseguire il relativo attestato (con spesa di € 260,00-max 500,00 a seconda dei prezzi applicati dalle scuole autorizzate)
  • ho frequentato, studiato e pagato finora corsi almeno parzialmente applicabili al diporto, ad eccezione del Primo Soccorso, unica "formazione" utile alla mia professione (anzi non capisco perché non fare anche il "Medical Care", visto che lo skipper di una imbarcazione da noleggio può malauguratamente trovarsi un equipaggio ammalato o infortunato...).
  • Il corso radar osservatore normale invece - quello obbligatorio nel mio caso - è dedicato al radar utilizzato sulle navi mercantili, in banda S; sulle imbarcazioni (escludo quindi le navi) da diporto abbiamo il radar (e non sempre) in banda X (con ARPA o software similare integrato, debitamente interfacciato con il resto della strumentazione di bordo) e non dobbiamo fare il plotting con l'applicazione della cinematica ma... sorvoliamo: almeno la parola Radar non è sconosciuta al Diporto!
  • che dire invece del GMDSS-GOC, il corso più costoso (dai 1.000 ai 1.500 euro, dipende dai prezzi imposti dalle scuole autorizzate), più lungo (almeno 10 giorni, dipende dalle scuole) con l'esame finale più difficile di tutti gli altri corsi, da sostenere a Roma (altri soldi per viaggio ecc., per chi non abita a Roma)?! Il GMDSS-ROC (durata 3 giorni e prezzo inferiore) non è ammesso perché, voci di corridoio, il Ministero obbligherà tutte le imbarcazioni e navi (solo da diporto commerciale?!) ad una stazione GMDSS, sebbene rivisitata in forma meno voluminosa per poterla installare in spazi ristretti. Insomma anche il corso GMDSS-GOC sarà pertinente al diporto, prima o poi...

Ed ora viene il bello:
l'esame finale in Capitaneria per il nuovo titolo di Ufficiale di Navigazione del Diporto! Il programma d'esame consiste in 4 gruppi di materie di cui i primi due corrispondono all'attuale esame per ottenere la ND, la patente per navi da diporto, sebbene più dettagliato; il terzo e quarto gruppo concernono materie esclusive per la marina mercantile (tenuta della guardia + prevenzione incendi + diritto marittimo =mercantile). Ovviamente occorre prepararsi scrupolosamente a questo difficile esame: i costi della preparazione ammontano dai 1.500 ai 3.000 euro, a seconda delle scuole, non necessariamente riconosciute dal Ministero.

Viste le problematiche sopra esposte e quelle di seguito descritte, ho opportunamente rinviato questo esame all'autunno 2006, in attesa di chiarimenti:

Circolare 4/11/05 - Terzo capoverso, in premessa:
I nuovi titoli del diporto sono conformi, come impianto generale (requisiti minimi e limiti abilitazioni), a quelli... dei marittimi del traffico (=commerciale mercantile) di cui al DM 5/10/00 come modificato dal DM 22/12/00, ad eccezione di particolari disposizioni in relazione alla specificità del settore (=diporto).

Domanda:
Perché? E dove sono le particolari disposizioni in relazione alla specificità del settore?
Con quale criterio il Ministero ha di fatto assimilato la formazione dei marittimi, che effettuano i loro turni di guardia nei limiti delle loro abilitazioni sulle navi mercantili, alla formazione dei marittimi che comandano l'imbarcazione da diporto adibita a noleggio, spesso da soli o al massimo coadiuvati da un marinaio (sulle navi da diporto il discorso è lievemente,ma solo lievemente, differente).

Circolare 4/11/05 - In applicazione del comma 1 - art. 13 del DM 121
...si riconosce equiparazione tra le abilitazioni... rilasciate ai marittimi (=marina mercantile) ai sensi del DM 5/10/00 e successive modificazioni e quelle rilasciate ai diportisti ai sensi del DM 121, secondo la tabella allegata (raffronto tra "titolo professionale marittimo" e "titolo professionale del diporto")

Domanda:
I commi 2 e 3 dell'art. 13 del DM 121 restringono l'equiparazione ai soli Comandanti e Direttore Macchina del diporto! Perché allora l'Ufficiale del diporto deve sostenere l'iter formativo del titolo professionale marittimo di Ufficiale di navigazione di 2° classe/Ufficiale di navigazione, quando i due titoli di Ufficiale (marittimo-diporto) non sono equipollenti?

Art 2 - Primo capoverso - Direttiva 2003/103/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17/11/03, che modifica la Direttiva 2001/25/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Unione Europea L 326/28 del 13/12/2003 (vedi allegate Direttive)
Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 14 maggio 2005...

Domanda:
Il DM 121 del 10/05/05 - per il diporto commerciale - è la risposta italiana di adesione alla Direttiva del Parlamento Europeo entro il 14/5/05 ( in analogia al DM 5/10/00 modificato dal DM 22/12/00 per il traffico mercantile)?
Se così, cioè i corsi di formazione per il Diporto - esame finale compreso - ottemperano alla necessità   del sistema "armonizzato" auspicato dal Parlamento Europeo, allora anche tutti gli altri Stati membri hanno applicato le stesse norme (STCW) armonizzate al Diporto nel loro Paese, anche al fine di riconoscere reciprocamente la validità dei certificati, in tal senso detti "adeguati"?
Se si, come hanno risolto gli altri Stati membri l'inapplicabilità tecnica al diporto del corso MAMS sopra rilevata e descritta? Hanno anche loro ricopiato pedissequamente ed esteso l'iter formativo per i marittimi mercantili a quello per i marittimi diportisti?

Codice della Nautica da Diporto
(D.lg.vo 18/7/05 n. 171) - art. 37:

Con decreto del Ministero... entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo (14/12/05? dalla data 15/09/05?) sono stabiliti i titoli e le qualifiche professionali... da diporto impiegate in attività di noleggio

Domanda:
Il Ministero deve ancora emanare il Regolamento di cui all'art. 37 del D.lg.vo / Codice della navigazione da diporto sui titoli e le qualifiche professionali?
Oppure il DM 121, anteriore di 28 giorni al D.lg.vo (10 maggio - 18 luglio) è il Regolamento stesso?

Circolare 4/11/05 - In applicazione della lettera e) dell' art. 5 del DM 121
Al riguardo, in attesa che siano approvati i programmi di esami relativi alla succitata abilitazione(= ufficiale del diporto) ed al fine di dare immediato avvio alla formazione delle nuove figure professionali, si adottano i programmi di esame di Aspirante Capitano di lungo corso, seguendo le disposizioni del Titolo IV, Capo VII del regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione (= quello mercantile).

Domanda:
il Ministero provvederà ad emanare, in tempo utile, le nuove materie d'esame per il titolo di Ufficiale di navigazione, specifico del diporto, prima della scadenza dei 18 mesi (19/01/07) previsti per chi trovasi nelle disposizioni transitorie?

Circolare 4/11/05 - In applicazione dell'art. 8 del DM 121
L'applicazione di questo articolo (= sezione coperta - specializzazione vela) necessita dell'emanazione del decreto ministeriale di approvazione dei programmi il cui iter è in fase di completamento

Domanda:
è lo stesso decreto di cui si è in attesa menzionato alla precedente domanda?
Oppure il Ministero elaborerà un apposito decreto soltanto per le materie d'esame relative alla specializzazione vela?
Il decreto relativo ai nuovi programmi del diporto è quello atteso(dal 14/12/05) anche ai sensi dell'art. 37 del Codice della navigazione del diporto (d.lg.vo 18/7/05 n. 171)?
Cosa vuol dire "il cui iter è in fase di completamento"? Dal 4 novembre, data della circolare, o dal 14 dicembre, scadenza dei 90 gg indicata sul d.lg.vo, sono passati più di 2 mesi e siamo già in clima elezioni... !

Circolare 4/11/05 - In applicazione art. 14 del DM 121 - quart'ultimo capoverso:
Il titolo professionale così conseguito va considerato comprensivo della specializzazione vela trattandosi di conoscenze già acquisite dal conduttore di imbarcazioni da diporto adibite a noleggio e dal possessore di patente per nave da diporto.

Domanda:
come si può asserire una simile menzogna?
L'abilitazione al comando delle imbarcazioni da diporto (senza limiti dalla costa) distingue tra patente a motore e patente a vela, dove la seconda comprende anche la prima. Il vecchio titolo professionale (conduttore di imbarcazioni da diporto adibite a noleggio) invece non distingue la specializzazione vela da quella a motore!
Esistono skippers, eccellenti professionisti su motoscafi, che non sono mai stati su una barca a vela!
Spero che il buon senso non li induca al comando di imbarcazioni a vela una volta ottenuto il titolo di ufficiale del diporto!
Forse il Ministero dovrebbe meglio specificare (ma è possibile una norma retroattiva?)   le competenze motore-vela dell'attuale titolo professionale, peraltro sempre valido in Italia.

Circolare 8/2/06 - In applicazione art. 14 - comma 2 del DM 121
...va applicato (= comando nei limiti di navigazione stabiliti per ciascun titolo) anche a coloro che, in possesso di titolo professionale, dimostrino di aver condotto imbarcazioni da diporto, adibite al noleggio, anteriormente alla data di entrata in vigore del citato Decreto Ministeriale (20 luglio 2005)

Domanda:
allora chi non può dimostrare un periodo (9 mesi almeno, limite minimo per il MAMS) di imbarco a libretto prima del 20 luglio 2005 non può comandare o condurre imbarcazioni da diporto, nei limiti di navigazione stabiliti per il proprio titolo?
E' questa la grave limitazione (anzi la negazione di un titolo) celata nella sibillina frase di cui al comma 1 dell'art. 3 del DM 121 "il personale navigante applicato nel diporto deve essere iscritto nelle matricole della gente di mare di prima categoria ed è munito di libretto di navigazione"?!
Chi rientra nelle disposizioni transitorie - art. 14 DM 121 - ha diritto allo "sconto" dei 36 mesi di imbarco o lo sconto è definitivamente ridotto a 27 mesi (36 meno 9 per MAMS, compresi i 6 per radar)?
Chi non possiede, oggi, il libretto di navigazione ha i requisiti minimi (STCW) per chiedere la conversione dell'attuale titolo in quello di ufficiale del diporto?

Circolare 8/2/06 - In applicazione art. 14 - comma 1 del DM 121
Gli esami per ufficiale di navigazione... si svolgeranno .sui programmi di esame di aspirante comandante   di lungo corso... tenendo conto del percorso formativo del singolo candidato e della specificità del titolo professionale che andrà ad acquisire

Domanda:
c'è un errore di battitura? "Aspirante Comandante di lungo corso" deve leggersi "Aspirante Capitano di lungo corso"?
Quel "tenendo conto del percorso formativo del singolo candidato" è un benevolo suggerimento che il Ministero divulga alle Capitanerie. Speriamo che ne tengano conto in sede di esami perché il loro attuale atteggiamento non solo disprezza la categoria diporto ma resta ostinato in un'interpretazione ed in una prassi   strettamente marittima (=mercantile), se non addirittura militaresca.

Non mi dilungo in ulteriori osservazioni circa la pessima formazione che il Ministero propone al personale marittimo impegnato nel diporto commerciale. Dico solo: perché il Ministero non si avvale di Consulenti specializzati nel diporto in sede di elaborazioni di normative per quest'ultimo? Ad esempio: la maggior parte delle imbarcazioni da diporto sono costruite in vetroresina: ai fini della decantata "sicurezza in mare" ritengo indispensabile che uno skipper sappia fare una riparazione di emergenza in caso di falla! Per gli stessi fini, ritengo indispensabile che gli skipper sostengano un programma di formazione relativo ai motori marini, soprattutto quelli che si imbarcheranno sui cosiddetti motoscafi!

Credo che la regolamentazione del diporto sia un'ottima iniziativa, ma irrealizzabile come attualmente prospettata! Se il Legislatore vuole fare emergere l'attuale nicchia di "lavoro sommerso", deve agevolare chi si trova nelle "disposizioni transitorie", spesso senza libretto di lavoro perché ha sempre "lavorato in nero"; per i nuovi addetti alla carriera, i 36 mesi di imbarco sono un'enormità!, visto il carattere stagionale dell'impiego nel diporto.

Infine, spero che le agenzie di charter a carattere "internazionale" risolveranno le nostre tribolazioni   adibendo la loro flotta alla... locazione anziché al noleggio!

Così potremo risparmiare tempo (almeno 2 mesi di corsi) e denaro (dai 5.100 ai 6.500 euro) per corsi ed esami INADEGUATI per il nostro ruolo di Skipper, internazionalmente riconosciuto e ben differente da quello di Marittimo della marina mercantile o militare (massima stima, sia ben inteso...), continuando a lavorare anche all'Estero con la benedetta patente nautica senza limiti o ND.

Marzia Pietrantonio
pietrantoniofin@hotmail.com
(scheda su Yachts.it)


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  Professione
  1. Linee guida per i marittimi del Diporto
    • Vademecum e consigli per i nuovi titoli a cura del Comandante Martucci (aprile 2006)
  2. Titolo di Conduttore: valido all'estero
    • Circolare del Ministero, 4 aprile 2006
  3. Un primo risultato per i marittimi
    • ammissione con riserva all'esame UD per chi non ha i corsi in regola
  4. Istanza AMADI e Yachts.it sulla Circolare 8.02.06
  5. Nuova circolare sui titoli professionali - 8.02.06
    • Nella nuova circolare ritornerebbe l'obbligo di avere almeno 9 mesi a libretto per poter superare il corso MAMS! Speriamo non sia vero.
  6. Circolare applicativa per i nuovi titoli - 4.11.05
    • Applicazione del DM 10 maggio 2005 n. 121
    • Libretto Allievi Ufficiali di Navigazione del diporto
    • Libretto Allievi Ufficiali di Macchina del diporto
    • Norme di compilazione certificati di abilitazione
  7. I nuovi titoli per la Nautica da Diporto
    • Decreto Legislativo 10 maggio 2005, n.121
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