Mittente
Giorgio Longato,
giorgio.longato@barca.it
giorgio.longato@motorvela.it
Tenente di vascello della Marina Militare Italiana in congedo proveniente dai Ruoli Normali dell’Accademia Navale di Livorno;
laureato in Scienze Navali e Marittime presso l’università di Pisa;
laureato in Lettere Classiche presso l’università di Padova;
Patente Nave da Diporto;
Mediatore Marittimo;
titolo di Conduttore di Imbarcazioni da Diporto adibite al Noleggio;
titolo di Ufficiale di Navigazione del Diporto;
di professione istruttore di vela e “skipper”.
Egregio
Direttore Generale
Dott. Massimo PROVINCIALI
Viale dell’Arte 16 – 00144 Roma
telefono 0659084205 / 0659648276 / 0659648254 fax 0659084282
E per conoscenza a:
ISYBA - Massimo Revello – info@isyba.it
AMADI Adriatico - infoadriatico@amadi.org - diego.melas@poste.it
ASSONAUTICA Sede Nazionale: sede.nazionale@assonautica.it
UCINA. c.a. Ing. Lorenzo Pollicardo staff@ucina.net
YACHTS.IT Michele Costabile info@yachts.it
Aprilia Marittima/La tisana, 04/07/2006
Egregio dottor Provinciali,
come certamente Lei non ricorderà altre volte mi sono permesso di sottoporre alla sua cortese attenzione alcune mie riflessioni relative ai nuovi titoli professionali del diporto, ben intuendo che non avrei ottenuto alcun riscontro.
Tuttavia lo spessore del nuovo regolamento, le sue implicazioni di carattere tecnico ed emotivo, e, soprattutto, le sue ripercussioni sulla mia attività professionale di “skipper” mi inducono a ripropormi, certo che la mia insistenza non Le parrà irriverente o provocatoria.
Nella mia ultima comunicazione scritta, datata 28/4/06, rilevavo con disappunto come il legislatore avesse escluso dal suddetto regolamento qualunque riconoscimento di meriti e di professionalità a quanti, come il sottoscritto, formatisi presso l’Accademia Navale di Livorno, abbiano poi prestato servizio come ufficiale a bordo di unità militari. E auspicavo, inoltre, una presa di posizione formale che colmasse nell’immediato questo intollerabile vuoto normativo.
D’altro canto, però, in attesa di percepire almeno un flatus vocis in merito, accantonando non senza fatica ogni forma di riserva e di orgoglio personale, ho sostenuto l’esame tuttaltro che semplice di “Ufficiale” del diporto presso la Direzione Marittima di Venezia, superandolo a pieni voti e con i complimenti formali della commissione.
Ora, però, dovrei accettare supinamente che il servizio da me prestato in Marina, supportato da un regolare contratto di lavoro con lo Stato italiano e dall’adempimento di tutti i relativi oneri fiscali, e regolarmente certificato dal mio foglio matricolare, non venga riconosciuto come anzianità di imbarco per ottenere il titolo successivo di “Capitano” del diporto al quale, credo a ragione, mi sento di aspirare. Ma, poiché, la mia indole mal si adatta a dare per scontato ciò che scontato non sembra affatto, gradirei che mi si chiarisse una volta per tutte, senza “se” e senza “ma”, alla luce del diritto, per quale insondabile mistero debbano valere soltanto gli imbarchi effettuati su navi da diporto!
Se, poi, come mi piace pensare, questa infondata restrizione fosse di natura esclusivamente espositiva, e non derivasse, invece, da una analisi volutamente riduttiva delle problematiche del diporto, come più di qualcuno autorevolmente sostiene, sono certo che si provvederà con sollecitudine a integrare opportunamente il testo in oggetto.
In attesa di un sicuro riscontro Le porgo i miei più cordiali saluti.
Giorgio Longato
PS: Ho sottoposto in via informale il problema a due Ufficiali superiori della CCPP: entrambi mi sono sembrati quantomeno perplessi! |