|
Ma per tutti i conduttori, skipper e futuri ufficiali che da sempre lavorano in nero, che non hanno per questo la navigazione smarcata a libretto, e che (fatto ancor più grave) non avranno una pensione che cosa si sta facendo?
Carlo |
Caro Carlo,
ma che domande mi fai? Chi lavora in nero è in nero...
Per la pensione sarà opportuno che ne parli con Berlusconi, so che vuole alzare il minimo a 800 euro...
A parte gli scherzi, saprai che in altre nazioni esiste una assistenza sociale che copre i bisogni degli emarginati e tenta di provvedere ai più elementari diritti di ogni cittadino assicurando istruzione, sanità ed assistenza a prescindere dalla classe sociale di appartenenza. Saprai che questa filosofia di pensiero si chiama "socialismo" e si ispira ad un pensiero di sinistra.
Bene, non è il nostro caso.
L'Italia in cui viviamo, impoverita da quarant'anni di democristianesimo e portata alla tomba dal regime mediatico del Cavaliere si ispira ad un altro genere di visione etica del mondo. Le scuole private, la salute a pagamento, la liberalizzazione dei contratti di lavoro, la precarietà, la devolution, caro Carlo, vanno in un altra direzione.
Per poter pensare alla pensione di chi ha lavorato senza mai pagare (farsi pagare) contributi occorre un altro genere di Stato. Non il nostro.
Lavoro dalle nove e trenta del mattino alle due-tre di notte tutti i giorni e non ho alcuna previdenza sociale oltre a quella che il presidente del Consiglio continua a ribadire che innalzerà ad almeno ottocento euro mensili minimi per tutti.
Esattamente come tanti tantissimi alti.
Per l'asilo di mio figlio (e ne ho tre) pago 400 euro al mese perché all'asilo comunale non lo prendono.
Quando il piccolo avrà compiuto un anno di vita ne pagherò 800, al mese. Il parto della mia compagna lo abbiamo pagato 3000 euro, per fortuna lo Stato ci elargirà 1000 euro una tantum (come al figlio di Totti) per aver messo al mondo un altro Italiano.
L'insegnamento presso la facoltà di Architettura di Roma mi è stato retribuito per anni euro 6 l'ora come Docente a contratto di Tecnologie Multimediali per la Comunicazione Visiva. Ho abbandonato non essendo così ricco da potermelo permettere.
Altri, più ricchi di me hanno accettato l'incarico per potersi fregiare del nobile titolo di docente universitario, sempre a 6 euro l'ora, e senza altro contributo che la ritenuta d'acconto e la rivalsa INPS. Se non avessero accettato avrei potuto far valere sul tavolo delle trattative la mia trentennale esperienza ed avrei potuto ottenere un pagamento equo per la mia professionalità, bravura e capacità di trasmettere davvero insegnamenti agli allievi.
Ma altri hanno subito accettato l'incarico che avevo minacciato di lasciare.
E la loro disponibilità mi ha estromesso da ogni possibile trattativa.
Essi credono che ciò sia conveniente, ma si sbagliano. Mandano avanti un carrozzone fatiscente che truffa tutti, ma si accontentano di raccattare le briciole che cadono dal tavolo.
Ecco, Carlo, il lavoro in nero è questo: la rinuncia a lottare per il proprio diritto... ed il mondo non è di chi rinuncia.
Chi rinuncia, Carlo, avvelena anche te, digli di smettere!
mic |
|
... ma a questo punto mi chiedo a cosa serve tutto questo sperpero di soldi, perdita di tempo, avere un nuovo titolo che praticamente serve quanto l'altro, ovvero a niente, tanto le società di charter mi hanno già detto di dire, in caso di fermata da parte delle autorità, di essere un turista come tutti gli altri, e dopo che mi vedono a bordo per tre settimane, con equipaggi diversi ma sempre io a bordo, cosa pensano, quali conseguenze potrebbero esserci per noi.
A questo punto penso che sia meglio cercare di boicottare questo nuovo titolo professionale in quanto risulterebbe inutile, e solo a vantaggio di chi promuove i corsi. Tanto il lavoro noi di sicuro non lo perderemo comunque, (quello a nero) perchè anche alle società di charter sta bene così, non fanno i ruolini e noi dovremmo sempre dire che siamo dei turisti paganti ma con la maglietta della società.
Certo una soluzione si poteva pensare del tipo che i clienti che noleggiano la barca devono iscrivere a ruolino lo skipper, però certe idee o altre diverse non vengono mai in mente, chissa perchè.
Carlo |
|
| Adv on Yachts |
 |
| La tua pubblicità
fuori dai luoghi comuni |
|