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8 marzo 2006
Colgo l'occasione per inserire un commento ed esprimere un parere personale, su quanto affligge ultimamente la categoria degli Skipper.
Per quanto riguarda i nuovi titoli professionali e soprattutto il programma d'esame per il conseguimento del titolo di "Ufficiale di navigazione del diporto", devo ammettere che risulta complesso e carico di argomenti ostili ai marittimi del diporto.
A mio avviso il Ministero avrebbe dovuto, sicuramente, approntare un programma un po' snellito e soprattutto più idoneo per potere meglio valutare la formazione dei candidati che aspirano al conseguimento dei nuovi titoli professionali del diporto.
Il programma d'esame, ormai come tutti sappiamo, è quello di Aspirante Capitano di Lungo Corso, il quale raggruppa un'infinità di argomenti che, il candidato, per potere sviluppare una preparazione adeguata, si ritrova costretto a dovere studiare senza pausa per diversi mesi.
Il mio parere è che visti i tempi ormai ristretti, secondo me, conviene presentarsi al più presto per il conseguimento del titolo.
D'altronde avendo la possibilità di inoltrare l'istanza con "riserva", tutti potranno anticipare l'esame stesso, senza avere ancora frequentato i famosi corsi STCW 95 ed altri ancora, in modo da valutare, subito, se si è in grado di affrontare con successo un esame cosi impegnativo.
Una volta superato l'esame per l'ottenimento del titolo professionale, consiglio di passare alla preparazione per l'esame del GMDSS.
Sappiamo tutti che conseguire i restanti corsi non è affatto difficile e potrà essere fatto in un secondo momento.
A proposito del "GOC" (GMDSS), consiglio a tutti di non sottovalutarlo, questo corso di addestramento, è veramente impegnativo, inoltre è il più costoso fra tutti i corsi, ricordo che, quando mi è toccato affrontarlo ho dovuto studiare per, circa, otto ore al giorno e per almeno venti giorni, presso un ente di formazione di Torre del Greco.
Infatti, credo che sia importantissimo informare tutti, che, per chi intende frequentare il Corso GMDSS che prevede gli esami presso il Ministero delle Comunicazioni, dovrà fare i conti con le limitate sessioni di esami che il Ministero fissa durante l'anno. Per essere chiari, chi intende sostenere gli esami dovrà rispettare una lista d'attesa.
Quindi dal momento in cui si inizia a frequentare un corso, prima che si possano sostenere gli esami potrebbero trascorrere diversi mesi, pertanto occhio ai tempi.
Personalmente consiglio di affrontare il problema con determinazione, per non lasciarsi prendere, poi, alla sprovvista.
Ricordate che al Ministero delle Comunicazioni, non si presenteranno per gli esami solo i marittimi che navigano al diporto ma anche quelli che navigano al mercantile, da fonti attendibili ho saputo che in alcuni mesi dell'anno come luglio ed agosto non sono fissate date d'esami, inoltre, per ogni mese, sono esaminati non più di trenta candidati.
Arrivati a questo punto, mettiamoci pure quelli che sono bocciati e che devono ripetere l'esame, scivolando in coda alla lista.
Quindi, lascio a voi immaginare, quanto può essere arduo districarsi da questo ingarbuglio.
Una soluzione potrebbe essere quella di frequentare uno di quei corsi dove gli esami non si fanno presso il Ministero delle Comunicazioni ma in altre sedi, l'unico inconveniente è che il corso costa quasi il doppio e per quanto riguarda la trascrizione del corso sul libretto di navigazione, le Capitanerie spesso sollevano delle obiezioni o richiedono tempi più lunghi per l'annotazione.
Attenzione, tengo a precisare che quanto detto sono delle riflessioni personali che scaturiscono da un'esperienza già vissuta.
E' inteso che i colleghi che leggeranno questo commento non dovranno farsi condizionare per le decisioni che dovranno prendere in futuro, le informazioni che ho voluto produrre servono solo ad aiutare i lettori a valutare meglio le strategie di lavoro e di studio.
Personalmente ho sostenuto, con esito favorevole, gli esami per il conseguimento del titolo di "Ufficiale di Navigazione del Diporto" a fine febbraio presso la Direzione marittima di Reggio Calabria ed avendo già effettuato tutti i corsi richiesti, ad eccezione del MAMS otterrò il rilascio del suddetto titolo professionale nel mese di luglio.
Purtroppo come tanti altri colleghi navigo al charter da tanti anni, ma ho solo pochi mesi di navigazione al libretto.
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Un'ultima osservazione la voglio rivolgere alla collega Marzia, che ultimamente ha scritto sul sito a proposito del titolo di Condutttore.
Cara Marzia,
mi dispiace vedere i colleghi che incoraggiano le società di charter ad applicare ai clienti i contratti di locazione quando la tipologia dovrebbe essere quella del noleggio, d'altronde, non capisco perché il cliente una volta che richiede una barca con equipaggio, si debba ritrovare, ignaro dell'imbroglio, a dovere stipulare un contratto di locazione dove spesso, nessuno, gli spiega le responsabilità che va ad accollarsi come locatore, quando in realtà queste dovrebbero essere a carico dello skipper, che chiaramente lavora in nero senza nessuna tutela per quanto riguarda l'aspetto degli infortuni sul lavoro, offre la sua prestazione professionale senza alcuna copertura per quanto concerne la previdenza sociale, e per completare il tutto ci mettiamo la navigazione persa che mai verrà trascritta sul libretto di navigazione.
Vedere scivolare ancora una volta la categoria degli skipper in un immaginario di gente improvvisata, francamente, dispiacerebbe abbastanza.
Penso che la nuova legge sulla nautica del diporto che disciplina le nuove figure professionali,
anche se carica di imperfezioni, rappresenta uno sforzo per dare a noi marittimi del diporto un'identità più definita e soprattutto riconosciuta.
Francamente, i toni della contestazione iniziale stanno in disaccordo con la conclusione dell'intervento, fatto dalla collega.
Per chiarezza e con riferimento alla disquisizione in merito alla competenza o meno della specializzazione "vela" del titolo di "conduttore di imbarcazioni da diporto adibite al noleggio",
voglio ricordare alla collega, che quando esisteva il suddetto titolo, era possibile conseguirlo dopo tre anni di possesso dell'abilitazione al comando di imbarcazioni da diporto senza limiti dalla costa a patto che fosse a vela e motore.
Quindi era escluso il rilascio del titolo a chi possedeva la patente senza limiti solo a motore.
Per quanto riguarda invece il MAMS, il corso è finalizzato alla realizzazione della figura del MARINAIO AUTORIZZATO all'impiego dei MEZZI di SALVATAGGIO, vale a dire, che il candidato dovrà soddisfare in sede di esame un programma di studio che tratta in maniera particolare, l'impiego dei vari tipi di scialuppe di salvataggio e non l'impiego di battelli veloci di soccorso, identificati con l'acronimo BEV che comunque non è altro che una specializzazione in ambito MAMS.
Effettivamente non credo che vedremo mai delle scialuppe di salvataggio sulle navi da diporto, figuriamoci sulle imbarcazioni, tuttavia non possiamo negare l'esistenza a bordo delle navi, di grandi tender che in realtà non sono altro che dei motoscafi con dei grossi motori, dove avere studiato come predisporre una manovra di ammaino con le gru, non può che tornare utile a chi la deve eseguire.
Mi sembra comunque un esagerazione parlare di nove mesi di navigazione per potere conseguire il MAMS, soprattutto in caso di tempi ristretti come quello attuale.
Voglio ricordare che il titolo di "Ufficiale di navigazione del diporto" non abilita alla sola conduzione di imbarcazioni da diporto adibite al noleggio ma apre una carriera sulle navi da diporto, dove alcune specializzazioni che il Ministero ci chiede di conseguire non stanno così in contraddizione con i percorsi professionali che i nuovi Titoli offrono ai marittimi del diporto.
Credo che sia giusto tentare l'impresa, anche perché una volta trascorsa la temporaneità della legge, per chi avrà rinunciato a questa opportunità, sarà veramente impossibile riuscirci in seguito.
Ai colleghi, tutti, un cordiale saluto.
Luigi Mancuso. |
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