| Carissimo Michele,
dopo tanto esitare ho deciso di scrivere alcune considerazioni riguardo questo bel regalo che il legislatore ha voluto appioppare alla nostra categoria.
Innanzitutto vorrei correggere l’amico comandante Maurizio, poiché nel mondo dell’aviazione se una persona siede ai comandi di un
aereo, di linea o privato, avrà sicuramente l’abilitazione per quel tipo di aeromobile, almeno che non sia un pazzo suicida, e quindi ha la capacità tecnica, accertata da enti di controllo, di condurre quel mezzo.
Invece un punto che non ho ancora letto tra tutti gli interventi giunti, o mi sarà sfuggito, è il motivo per cui il legislatore ha deciso che le vite umane hanno un diverso valore, e mi spiego: se una persona è in possesso della patente ND può legalmente portare in giro una nave di 30 metri con degli amici dell’armatore, mentre se con la stessa barca, lo stesso mare, le stesse condimeteo imbarca degli ospiti paganti diventa automaticamente incapace di comandare la nave suddetta!
Il legislatore ha pensato che chi paga deve essere “tutelato” e chi è ospite di qualche “riccone” può fare la fine che vuole! E cosa mi dite del discorso che finalmente ci siamo allineati a legislazioni di Stati più evoluti del nostro, almeno dal punto di vista nautico?
Si continua a fare l’esempio degli inglesi, ma se non sbaglio in Inghilterra avendo titolo di Yachtmaster Offshore od Ocean si può navigare per diletto anche con barche di 30 metri, se invece la nave è adibita a charter bisogna integrare il titolo suddetto con i corsi STCW, GMDSS, First Aid e Radar, ed ovviamente non si parla di MAMS... a proposito non vedo l’ora di incrociare x mare una ND con i MAMS, sai che spettacolo!
In poche parole non ti costringono a rifare un esame, non ti costringono ad accettare un imbarco in nero per campare, e non ti costringono dopo il famoso esame ripetitivo ad imbarcarti come secondo alle dipendenze di qualcuno che magari ha i titoli ma non la tua esperienza; ma come al solito in Italia conta più un pezzo di carta che anni passati in mare affrontando diverse situazioni, l’esperienza non conta, ora capisco perchè riteniamo alcuni Stati più evoluti del nostro, e forse non solo in campo nautico!
Un altro punto a cui il legislatore non ha dato conto è quello delle persone, poche ma ci sono, tipo il sottoscritto, che fortunatamente da due anni a questa parte è sempre imbarcato, sempre in giro, inverno Caraibi estate Mediterraneo... bene mi spiegate che racconto
all’armatore? Sà dottore, devo sbarcare un paio di mesi per studiare per poter tornare sulla sua barca, ovviamente da secondo, sarebbe cosi’ gentile da trovarsi un altro comandante ma contemporaneamente pagarmi lo stipendio? Certo se invece di 18 mesi, di
cui 8 già volatilizzati, non ci fossero limiti, magari il prossimo inverno il mio armatore decide di non tornare ai Caraibi ed io, come il mio secondo, potremmo dedicarci con serietà allo studio!
Allora dopo queste considerazioni, faccio una semplice domanda all’avvocato... ci sono i presupposti per fare ricorso? Ci sono i presupposti perchè a me e a centinaia di altre persone venga riconosciuta l’esperienza, gli esami già fatti, i corsi già superati, o dobbiamo farci mettere di nuovo i piedi in testa?
Perchè non si trova un modo, magari con autocertificazioni e presentando delle prove, di veder riconosciuti tutti quei mesi in cui siamo stati costretti a navigare in nero, altrimenti tu rifiuti ma ci sono altri 10 pronti ad imbarcarsi al posto tuo?
Sono d'accordo quando si dice che questa legge è stata fatta per dare serietà al nostro comparto, ma non è in questo modo che si tutela il lavoro di tante persone, ok per i corsi STCW e GMDSS e Radar, ma i diritti acquisiti con ore di studio e soldi spesi non possono
essere buttati nella spazzatura!
Caro Michele,
ti ringrazio per il tempo e lo spazio che stai dedicando a questa battaglia, io sono ottimista che tutti insieme potremmo ottenere qualcosa, nel frattempo cerco di godermi questi mesi di imbarco meglio che posso...potrebbero essere gli ultimi!!!
Un saluto,
Aldo |