| Estate 2005, torna il sereno in Croazia? |
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A seguito delle proteste di diportisti ed operatori stranieri, il governo croato ha modificato il Codice della Navigazione.
A cura di C-Marina Magazine |
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| Il Codice introdotto a Gennaio 2005 |
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Il Codice introdotto a Gennaio 2005 prevedeva norme molto restrittive per i charter stranieri e per chi volesse recarsi in Croazia con la propria imbarcazione. |
Secondo la legge dello scorso gennaio, i diportisti stranieri, dopo aver sbrigato le pratiche doganali, dovevano presentarsi presso un porto abilitato alla gestione del traffico marittimo internazionale. Lì avrebbero dovuto:
- Presentare una lista dell'equipaggio contenente i nominativi di chi avrebbe navigato in acque croate a bordo dell'imbarcazione ("crew list");
- Pagare una tassa in base alla lista ed alla lunghezza dello scafo;
- Apporre sullo scafo un bollo adesivo, “vignette”, con validità annuale, rilasciato dall'autorità competente.
Chi prevedeva di cambiare i nominativi, poteva presentare una seconda lista contenente i nomi delle persone che si sarebbero avvicendate a bordo.
L'aspetto più sorprendente della legge è che ogni cambiamento nella lista originaria prevedeva il pagamento di una tassa e chi presentava la seconda lista avrebbe dovuto pagare una tassa più alta. La seconda lista inoltre poteva contenere al massimo un numero doppio di nominativi rispetto alla capacità dello scafo. |
I charter operanti in acque croate erano tenuti a:
- Presentare all'apposito Registro croato una richiesta d'ingresso per l'imbarcazione accompagnata da numerosi documenti e moduli;
- Registrare il proprietario dell'imbarcazione per condurre operazioni commerciali in Croazia;
- Pagare un salatissimo balzello, per un massimo di circa 7000 euro.
Anche le norme sanzionatorie previste non erano affatto tenere: chi non era in regola rischiava addirittura il sequestro dell'imbarcazione. |
| Restrizioni incompatibili con l'Europa |
Ma la Croazia aspira a far parte della Comunità Europea, nella quale la libera circolazione di mezzi e persone è un irrinunciabile fondamento per l'economia.
In seguito alle pressioni esercitate dai diportisti stranieri, il governo croato è tornato al lavoro per modificare la legge. Negli ultimi mesi si sono avvicendati infiniti emendamenti e rettifiche. |
Ora la situazione sembra nettamente migliorata.
- I diportisti dovranno semplicemente notificare all'autorità marittima competente i nomi delle persone a bordo e si potrà acquisire il bollo adesivo senza presentare la crew list.
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I charter, invece, hanno davanti a sé due possibilità:
- Possono scegliere di munirsi semplicemente di un permesso di navigazione, che permetterà loro di operare in acque croate e di poter sbarcare passeggeri senza però farne salire a bordo di nuovi.
- Registrandosi invece presso un apposito registro croato e fornendo alla Capitaneria la lista delle persone da imbarcare, il charter potrà anche imbarcare in Croazia passeggeri nuovi, oltre a sbarcare chi era a bordo all'arrivo.
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