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Esecutiva la nuova legge
"Il pizzo" sull'approdo in Sardegna.
Sempre più distanti le leggi dalle reali esigenze di chi le subisce.

Gentili amici,
vi chiedo innanzitutto scusa se rispondo con una "circolare" alle tantissime lettere che ho ricevuto, ma a questo punto mi è più facile parlare a tutti piuttosto che scendere in dettaglio con ognuno di voi.

Oggi parliamo della tassa sugli approdi in Sardegna, fino a pochi giorni fa discutevamo di titoli del diporto e prima ancora della delusione per il nuovo Codice del Diporto...
Potrebbero sembrare tanti argomenti differenti e invece, gratta gratta, parliamo sempre dello stesso problema: il distacco sempre più pesante delle leggi dal Paese reale: l'allontanamento, che sembra irreversibile, tra chi scrive le leggi e chi le subisce nella vita di tutti i giorni.

Comprendiamo tutti, ovviamente, le difficoltà degli amici Sardi che hanno le casse vuote per il mancato versamento dell'IRPEF da parte dello Stato centrale per due anni consecutivi: si tratta di una politica dei colpi bassi che non amiamo vedere, neanche quando la Regione è di avverso orientamento politico.
Comprendiamo tutti l'esigenza della Sardegna di tutelare le sue coste ed il suo mare da una invasione incontrollata di inquinatori e devastatori galleggianti.
Tutti noi amiamo il mare e vorremmo conservarlo integro e pulito per i nostri figli.

Ma esiste modo e modo.

O forse, meglio ancora c'è progetto e progetto. L'ho imparato tanti anni fa alla facoltà di architettura, il senso di quel primo mattone buttato in una radura non è sempre il medesimo. Un pezzo di laterizio che spicca in un campo verde può essere l'inizio di un muretto, il primo mattone di un villino residenziale o l'indicazione per lo scavo di fondamenta a palo di un grattacielo. In se il mattone non è nulla. Né bene né male, chiunque passi di li può rimuoverlo con un calcio. Finché il mattone è solo. Poi quando il progetto comincia a svilupparsi è più difficile. Se dal mattone nasce un grattacielo bisogna sperare che si tratti di un grattacielo utile e bello, altrimenti ci vorranno anni e tanto tritolo per sbarazzaresene, e gli anni passano e il tritolo elimina solo le bruttezze ma non sa costruire.

C'è un modo di pensare che... quando lo vedi in una persona lo riconosci subito, ti cattura la fantasia e ti fa sentire più libero ma è tanto raro, è quel pensiero che riesce a dirti: Ho un'idea - Ho un progetto da realizzare - Vorrei che un giorno le cose fossero così. E ti racconta cosa vorrebbe fare e quando senti quella persona parlare riconosci subito che dietro le parole c'è un'immagine. Una visione del mondo e delle cose e l'immaginazione di come dovrebbero divenire e nelle pause del racconto il pensiero cerca di trovare il modo in cui si potranno realizzare quelle cose. Appunto, il modo.

C'è modo e modo di fare le cose. Il modo che ci piace è quando dietro ad un mattone c'è un progetto. Un buon progetto.
E' questo il modo in cui i cittadini di un Paese civile hanno il diritto di attendersi che le leggi siano scritte. O dibattute.
Già, perché su un progetto si può dibattere.
Un progetto si discute, se ne soppesano pregi e difetti, se ne valutano gli impatti negativi e positivi e alla fine se ne può può esprimere un giudizio. Un progetto può essere votato, se è un progetto.

Cari amici, di progetti, in questi ultimi anni, ne abbiamo visti ben pochi. Li chiamano "progetto di legge" per questo, perché non sono idee di vita, disegni e immagini di un futuro possibile, sono progetti di legge e basta.

Qualcuno ha preso in considerazione l'ipotesi di istituire un divieto di ancoraggio in Sardegna istituendo grandi parchi di boe a pagamento? Qualcuno ha pensato a quanto potrebbe essere lucroso per i porti e i marina il business dello svuotamento dei serbatoi di acque nere se fosse proibita, in Sardegna, la navigazione senza serbatoi di acque nere?
I turchi e i greci lo hanno fatto da anni, se scarichi in mare sei fuori legge e in Turchia non entri. Qualcuno ha parlato di limite massimo di decibel emessi da motori marini? Qualcuno ha parlato di divieti contro le eliche di superficie? Qualcuno ha pensato ad un progetto che possa difendere l'ambiente oltre che rifornire le tasche della Regione?
Qualcuno ha pensato?
Nessuno.
Né un progetto, né un'idea, né uno straccio di programma di sviluppo, l'indicazione di una via percorribile per creare un futuro.

Desideri scaricare le tue acque nere nelle acque azzurre della Sardegna? Se vuoi puoi farlo.
Se desideri arare i campi di posidonia con la tua "bruce"? Se vuoi puoi farlo.
Se desideri far rimbombare i tuoi due Caterpillar da 1300cv? Se vuoi puoi farlo.
Purché paghi, dice la Sardegna, purché paghi... Se vuoi puoi farlo.
Non tutti possono permetterselo ma a chi può pagare si possono vendere le cose di tutti.
Si vende il mare, che con mille euro non verrà ripagato. Si vende il silenzio, che non tornerà mai più, si vendono le posidonie che si estinguono con tutto l'abitat marino che vi alloggia...

Ciò che importa oggi sono quei brutti sporchi mille euro. Il futuro non esiste. Il bene comune non c'è mai stato. La terra e il mare sono di chi se li compra e chi possiede terra e mare è livero di distruggerli come vuole.

Cari amici, qual'è il progetto della Sardegna?
Lo stesso del Ministero delle Infrastrutture quando ha emesso i nuovi titoli del diporto: viviamo l'oggi, il domani non esiste.
Lo stesso progetto del nuovo codice della navigazione, il turismo nautico? Sono quelli che si comprano la barca e vanno in vacanza al mare, e i turisti? Se non sono gruppi di otto-dieci persone e se non c'è qualcuno che abbia la patente nautica non ci interessano.

Cari amici il progetto!
Il progetto è il futuro che ci prospettano.
E quando sento di questi progetti mi piange il cuore per i miei due bimbi piccoli con passaporto italo-tedesco (a proposito, che ne dite, la doppia cittadinanza italo-tedesca potrà essere una buona carta per il loro futuro?)

mic


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