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L'Avvocato risponde
Requisiti per conduzione a noleggio entro 6 miglia
Risponde Andrea Faccon

Risponde Andrea Faccon, consulente legale di Yachts.it

Un Lettore chiede di conoscere i requisiti per condurre entro le 6 (sei) miglia dalla costa un’unità da diporto adibita a noleggio.
Riferisce di essere proprietario di un’imbarcazione e di patente nautica entro sei miglia dalla costa.
*
a) L’art. 10, commi 1 e 7 del D.L. 21.10.1996, n. 535 (conv. in l. n. 647/96, con modificazioni), come si sa, disciplinava due distinti titoli professionali:

  • Conduttore per imbarcazioni da diporto adibite al noleggio per le acque marittime (requisiti: 21 anni di età; possesso di abilitazione al comando di imbarcazioni da diporto oltre 12 miglia di distanza dalla costa in corso di validità e conseguite da almeno tre anni; iscrizione nella 3^ ctg. della gente di mare);
  • conduttore per imbarcazioni da diporto adibite al noleggio nelle acque interne (requisiti: 21 anni di età; possesso di abilitazione al comando di imbarcazioni da diporto entro 12 miglia di distanza dalla costa in corso di validità e conseguite da almeno tre anni; iscrizione nella 3^ ctg. della gente di mare).
    Il legislatore aveva così inteso equiparare le acque interne (nel senso di non marittime; in altri contesti per acque interne si intendono le acque territoriali italiane) alle acque marittime entro 6 sei miglia dalla costa ed aveva distinto il titolo di conduttore per acque marittime (oltre sei miglia) da quello per acque interne (o marittime entro sei miglia).

b) L’art. 10 commi da 1 a 7, del DL n. 535/96 non è stato immediatamente abrogato dal decreto legislativo 18 luglio 2005 n. 171 che ha approvato il codice della nautica da diporto (reperibile sul sito, di seguito solo CND).
In particolare, non è stato immediatamente abrogata quella parte dell’art. 10 che prevedeva che il titolo di conduttore nelle acque interne, “abilita al comando delle imbarcazioni da diporto adibite a noleggio a motore o a vela, con o senza motore ausiliario, per la navigazione nelle acque interne e nelle acque marittime entro sei miglia dalla costa.”.

Nell’ambito di un complessivo riordino della materia, il legislatore ha demandato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti l’emanazione di norme in materia di titoli professionali.

L’art. 37 del CND, rubricato “Servizi di bordo delle imbarcazioni e delle navi da diporto adibite a noleggio”, ha previsto infatti che “Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono stabiliti i titoli e le qualifiche professionali per lo svolgimento dei servizi di bordo di imbarcazioni e navi, da diporto impiegate in attività di noleggio.” (si veda anche art. 65, co. 1, lett. f)).

Una previsione in tal senso era, peraltro, già contenuta nell’art. 2, co. 3, lett. c), l. n. 172/03, di riordino e rilancio del settore.
L’art. 66 CND ha previsto inoltre al comma 2 che “A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’art. 2, co. 3, della legge 8 luglio 2003, n. 172, sono abrogati i commi dall’1 al 7 dell’articolo 10 del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 535, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 647.”.

c) L’individuazione dei nuovi titoli professionali del diporto è avvenuta con DM 10.5.2005, n. 121, che ha approvato il regolamento recante l’istituzione e la disciplina dei titoli professionali.

Tale disciplina, nel momento in cui ha istituito nuovi titoli per lo svolgimento di servizi di coperta e di macchina a bordo di unità da diporto adibite a noleggio, non ha inteso riproporre la distinzione tra titoli validi nelle acque interne e titoli validi per acque marittime.
Non solo, ma ha offerto la possibilità di conseguire i nuovi titoli professionali, in via transitoria e senza previa dimostrazione degli anni di navigazione, ai soli titolari del titolo di “Conduttore di imbarcazioni da diporto adibite a noleggio per le acque marittime”.

L’art. 14 DM n. 121/05, sui titoli professionali, prevede infatti che:
“1. Coloro che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, sono in possesso del titolo professionale di “Conduttore di imbarcazioni da diporto adibite al noleggio per le acque marittime”, di cui all’art. 10 del DL 21 ottobre 1996, n. 535, convertito con legge 23 dicembre 1996 n. 647, ovvero coloro i quali sono in possesso della patente per il comando di navi da diporto, ai sensi del DPR 9 ottobre 1997 n. 431, possono conseguire, entro diciotto mesi dall’entrata in vigore del presente regolamento, il certificato di ufficiale di navigazione del diporto, se in possesso dei requisiti previsti dall’art. 5, comma 2, del presente regolamento ad esclusione del requisito indicato alla lettera c).”.

Inoltre, parrebbe di intendere che soltanto il titolo professionale di “Conduttore di imbarcazioni da diporto adibite al noleggio per le acque marittime”, rilasciato anteriormente alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al DM n. 121/05, conserva validità e specie di abilitazione (cioè non perde validità anche dopo i diciotto mesi del periodo transitorio: così arg. art. 14, co. 2, D.M. n. 121/05).

d) Ricapitolando, da una prima lettura del dato normativo più recente:

  • i possessori del titolo di conduttore di imbarcazioni da diporto adibite al noleggio per le acque marittime possono “passare” ai nuovi titoli nell’ambito della speciale disciplina transitoria;
  • i possessori del titolo di conduttore di imbarcazioni da diporto adibite al noleggio nelle acque “interne” non possono beneficiare della speciale disciplina transitoria per “passare” ai nuovi titoli professionali del diporto;
  • i titoli professionali di conduttore di imbarcazioni da diporto adibite al noleggio in acque “interne”, a seguito dell’entata in vigore della nuova normativa sui titoli professionali, non conservano validità e specie di abilitazione; ne consegue che possono condurre imbarcazioni da diporto adibite a noleggio nelle “acque interne” occorre munirsi di uno di nuovi titoli professionali di cui al DM n. 121/05.

La soluzione interpretativa che si è prospettata sembra avvalorata da dati testuali (v. il citato art. 14, DM n. 121/05, che si riferisce solo alle “acque marittime”) e dal canone interpretativo secondo cui l’inteprete non può introdurre distinzioni non previste dalla legge o dal regolamento (ubi lex non distinguit...).

Sono consapevole che le conseguenze potrebbero rivelarsi ingiuste e inutilmente gravatorie per i Conduttori nelle “acque interne”.
Ingiuste, perchè i possessori del titolo in questione non potrebbero continuare a svolgere attività professionale in base al precedente titolo (ed in quei limiti), senza alcuna previsione transitoria.
Inutilmente gravatorie, perché il titolo di Conduttore nelle acque interne, proprio in considerazione della limitata portata, non sembra richiedere l’acquisizione delle speciali abilitazioni, tipicamente “marittime”, mutuate nel DM n. 121/05 dal settore della marina mercantile.

Ciò induce a prospettare una diversa soluzione, che muove dalla valorizzazione dello spirito e delle finalità della nuova normativa.
d. 1) Il legislatore, a fronte dell’erompere del fenomeno del charter nautico, ha ritenuo di operare un’omologazione dei profili professionali del diporto con quelli della marina mercantile (v. DM 5.10.2000).
In questa prospettiva, la normativa sui titoli professionali del diporto mira ad uniformare l’ordinamento giuridico interno a quello internazionale sulla sicurezza della navigazione marittima (di qui la richiesta di vari corsi MAMS, GMDSS, RADAR: cfr. Art. 5, D.M. n. 121/05).

A fronte di tali finalità della normativa, il titolo di Conduttore “nelle acque interne” presenta la caratteristica di non interferire in alcun modo con una normativa (quella del 2005) connotata da profili di internazionalità e, per le sue caratteristiche sui generis, sfugge alla nuova, più rigorosa, normativa sui titoli professionali del diporto.

In altre parole, l’argomento “forte” a sostegno di questa tesi è che ha scarso senso richiedere ai vecchi Conduttori per “acque interne” di frequentare corsi che hanno il solo obiettivo di garantire la sicurezza della navigazione marittima (non meramente costiera) e di proiettare l’aspirante ufficiale in un ambito professionale di rilevanza internazionale.
Ciò potrebbe indurre ad ipotizzare che vi sia nel nuovo regolamento una “svista”: il Governo si sarebbe dimenticato del titolo professionale di “Conduttore di imbarcazioni da diporto adibite al noleggio per le acque interne”, dedicandosi soltanto al titolo per le acque marittime.

Ed allora, la conseguenza sarebbe che l’art. 10, comma 5, DL n. 545/96 (nella parte in cui si occupa del titolo di Conduttore per “acque interne”) non è stato abrogato dal DM n. 121/05, regolamento dedicato alla disciplina dei nuovi titoli professionali per le “acque marittime” (come del resto sembra confermare proprio la disciplina transitoria di cui all’art. 14 DM n. 121/05), ma rimarrebbe in vita per regolare sia i vecchi che i nuovi titoli professionali nelle “acque interne”.

Tale articolo sarà abrogato, così come prevede l’art. 66, co. 2, CND, solo quando sarà sostituito dal nuovo regolamento titoli professionli per le “acque interne”.
d. 2) Si potrebbe ipotizzare una soluzione alternativa: anche il titolo di Conduttore nelle “acque interne” è stato interessato dalla nuova disciplina di cui al DM n. 121/05.
Il Ministero però si sarebbe dimenticato del titolo in questione nel dettare la disciplina transitoria.

Ed allora si dovrebbe chiarire che tutti i titoli di “Conduttore” (sia per le “acque marittime” che nelle “acque interne”), rilasciati anteriormente all’entrata in vigore del regolamento di cui al DM n. 121/05, conservano validità e specie di abilitazione (per non introdurre ingustizie e sperequazioni tra gli operatori).

Sempre in quest’ottica, si dovrebbe precisare che anche i possessori del vecchio titolo di Conduttore “per acque interne” possono avvalersi della disciplina transitoria dell’art. 14, comma 1, DM.n. 121/05, nella parte in cui abilita i Conduttori per le “acque marittime” al “passaggio” agevolato ai nuovi titoli del diporto.

Da quanto precede, risulta chiaro che la sola patente nautica entro le 6 miglia (oggi entro dodici miglia) non è comunue sufficiente per condurre un’imbarcazione da diporto adibita a noleggio, richiedendosi almeno il rilascio del titolo di conduttore da parte dell’Autorità marittima competente, previa l’iscrizione nella terza categoria della gente di mare.

La mia risposta al quesito non ha alcuna pretesa di esaustività e mira ad offrire ai lettori, nello spirito della rubrica, utili elementi di riflessione per il dibattito in corso sull’interpretazione della recente normativa sui titoli professionali del diporto.
Resto comunque sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento e/o integrazione.
Molti cordiali saluti.

Andrea Faccon
avvocato@yachts.it




  Leggi e Normative
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    • Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n.171
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  1. La Direttiva 94/25/CE per le unità da diporto
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